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Anche in Svizzera un corso sulla tecnologia blockchain

La blockchain è ormai indicata da molti come la tecnologia del futuro, con alcuni analisti pronti a giurare che proprio essa possa rivestire la stessa importanza che ha avuto Internet a cavallo del nuovo millennio. Un vaticinio che sembra peraltro condiviso dalle istituzioni politiche, che soprattutto negli ultimi tempi hanno iniziato a scindere la tecnologia dalle monete virtuali, sulle quali invece il giudizio rimane sospeso.
Tra i Paesi che hanno riservato la maggior attenzione al fenomeno c’è Malta, che si è guadagnata la nomea di Blockchain Island proprio per l’atteggiamento favorevole esibito ormai da lungo tempo e teso a creare un ecoambiente favorevole per gli addetti ai lavori e le aziende operanti nel settore, con il chiaro intento di diventare una sorta di hub al centro del Mediterraneo.
Anche altri Paesi, però, iniziano a fare sul serio, a partire dalla Francia, ove di recente è stata resa nota l’intenzione di varare un corso su blockchain e monete digitali all’interno degli istituti secondari transalpini. Segno evidente come ormai la consapevolezza sulle eccezionali prospettive di questa tecnologia sia diventato un dato acquisito.

La Svizzera sulla strada della Francia

Anche la Svizzera, però, ha deciso di introdurre nel proprio sistema scolastico la blockchain. A decidere in tal senso è stata la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), che terrà un master su blockchain, criptovalute e tecnologie decentralizzate. Il corso si chiama “MAS in Blockchain, Cryptocurrency and Decentralized Technologies” ed è suddiviso in quattro moduli principali, aventi come oggetto le basi di queste nuove tecnologie:

  • Introduzione alla Blockchain;
  • Sviluppo di smart contract e casi d’uso;
  • Crowdfunding e regolamentazione;
  • Tecnologie decentralizzate.

A sviluppare il corso è stato il Dipartimento di tecnologie innovative della SUPSI in collaborazione con Eidoo, con il supporto della Camera europea del commercio digitale, e la proposta è indirizzata a tutti i laureati che vantino una esperienza professionale nell’ambito ICT.

Un settore in grande sviluppo

La decisione della SUPSI va vista nell’ottica di una presa d’atto delle grandi potenzialità ormai messe in evidenza dalla blockchain. Basta in effetti dare una rapida occhiata ad alcuni studi recenti per notare la sempre più forte ricerca da parte delle aziende di figure professionali legate a questa tecnologia. Una richiesta derivante dal fatto che, appunto, la DLT non serve soltanto per il settore delle divise virtuali, ma anche per una sempre più consistente platea di casi d’uso.
Basti ricordare come siano sempre di più le partnership intraprese da un settore chiave dell’industria come l’automotive, ove la blockchain viene ad esempio usata da Jaguar per il sistema di approvvigionamento dei propri veicoli ibridi e da General Motors per stroncare le frodi legate ai prestiti auto in concessionaria. O quelle che hanno visto protagonisti gruppi della grande distribuzione, a partire da Carrefour, che si appoggia alla blockchain per fornire ai consumatori informazioni chiave sugli alimenti venduti all’interno dei propri supermercati.
Se questi sono alcuni dei casi più clamorosi, va peraltro ricordato come anche molte istituzioni pubbliche si rivolgano al settore per una larghissima serie di impieghi, come la distribuzione di cibo ai poveri, in India, o la certificazione dei diplomi universitari, come accade in Malaysia. Una tendenza destinata a rafforzarsi nell’immediato futuro.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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