Maggio 26, 2020
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Anche lo Spallanzani attaccato dai pirati informatici

Anche l’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma è entrato a far parte del novero dei possibili bersagli della pirateria informatica. L’ospedale capitolino, che si sta facendo valere nell’opera di contrasto al coronavirus, è infatti stato oggetto di un attacco hacking la passata settimana.
Un attacco che è ora sotto l’esame dalla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per ora contro ignoti. L’ipotesi di reato è quella di accesso abusivo a un sistema informatico.
Si tratta del resto di un atto che ha destato notevole inquietudine, proprio per la grande rilevanza della struttura nell’ambito delle operazioni tese ad evitare il contagio da coronavirus e per il ruolo di indispensabile presidio per i cittadini laziali vittime del Covid-19.

Spallanzani: ransomware o tentativo di sottrarre preziose informazioni?

Le ipotesi che circolano, al momento, sembrano essere due: potrebbe essersi trattato di un tentativo di ransomware, oppure di un tentativo di sottrarre preziose informazioni.
In entrambi i casi si tratterebbe di un attacco gravissimo, tale da suscitare il giustificato allarme delle istituzioni e della magistratura. Nel primo caso, infatti, il blocco dei sistemi informatici avrebbe conseguenze molto serie per il funzionamento della struttura, mentre nel secondo potrebbero essere sottratte informazioni preziosissime nell’ottica della ricerca scientifica. Un campo in cui lo Spallanzani ha dimostrato tutto il suo valore all’inizio di febbraio, quando i suoi virologi hanno provveduto ad isolare il virus 2019-nCoV.
Per capire la portata della scoperta, occorre ricordare che l’Italia è stata tra i primi Paesi in Europa ad aver raggiunto questo risultato, fondamentale in particolare per il perfezionamento dei metodi diagnostici esistenti, oltre che per l’allestimento di farmaci antivirali.

Spallanzani solo l’ultimo caso

Va comunque sottolineato come l’attacco ai danni della struttura capitolina che si sta distinguendo nella lotta contro il Covid-19 rappresenti solo l’ultimo di una serie che dura da mesi. La pirateria informatica, infatti, ha preso di mira un gran numero di strutture sanitarie, confidando proprio nella loro necessità di agire in tempi stretti.
Tra gli attacchi hacking che hanno destato il maggiore clamore, nelle ultime settimane, ci sono quelli condotti a scapito dell’OMS e del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti. In entrambi i casi, sembra che l’obiettivo fossero le informazioni relative proprio al coronavirus.

Attacchi che non sorprendono

Gli attacchi di cui abbiamo parlato sinora, non dovrebbero assolutamente sorprendere. La pericolosità del Covid-19 è ormai evidente e le case farmaceutiche di ogni parte del mondo sono mobilitate nella ricerca del vaccino e dei medicinali in grado di contrastarne la diffusione. Si tratta in pratica di una vera caccia al tesoro, in cui chi arriva prima potrebbe cumulare introiti spaventosi.
Basti pensare in tal senso alla denuncia di “Die Welt”, giornale tedesco che ha accusato Donald Trump di aver cercato di assicurare il vaccino in esclusiva agli Stati Uniti.
Destinataria dell’offerta sarebbe stata l’azienda farmaceutica tedesca CureVac, impegnata nel tentativo di trovare il vaccino contro il coronavirus. La società, impegnata in una stretta collaborazione con l’istituto pubblico di ricerca Paul-Ehrlich-Institut, avrebbe infatti rifiutato una generosissima offerta dell’attuale inquilino della Casa Bianca.
Una vicenda che lascia intuire gli interessi in gioco e, quindi, l’acuirsi di attacchi hacking tesi a carpire in maniera fraudolenta informazioni che potrebbero essere decisive.

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