News Crypto e cryptovalute

Andrew Yang si schiera a favore delle criptovalute

Il tema delle criptovalute ha fatto irruzione anche nella campagna per le presidenziali degli Stati Uniti. Più di un candidato ha infatti outing in favore degli asset digitali. Come ad esempio Eric Swalwell, il quale ha provveduto a sfruttare le potenzialità delle monete virtuali stringendo una collaborazione con The White Company. Si tratta di una società che opera nel settore della tecnologia Blockchain e che gli ha messo a disposizione una pagina dedicata del proprio sito in modo da consentire a chi vuole sostenerlo di inviare la propria donazione pagando in Bitcoin, Bitcoin Cash, Bitcoin SV, Ether, XLM e con il token della piattaforma White standard (WSD).

Andrew Yang e le monete virtuali

Anche Andrew Yang si è fatto notare per il suo rapporto positivo con le criptovalute, in atto ormai dal 2013, quando ha iniziato a postare sui social media in appoggio agli asset digitali. Un appoggio portato avanti nel corso del tempo e che lo ha spinto ad affermare la sua volontà di dare vita ad un quadro certo di regole, in modo da permettere uno sviluppo armonico del settore.
Va peraltro sottolineato come Yang sia un candidato in crescita, nel variegato panorama del Partito Democratico. Una crescita dovuta anche all’originalità delle sue proposte, a partire da quella relativa ad un reddito di cittadinanza di mille dollari, in linea con quanto fatto in Italia dal M5S. Cui ha aggiunto l’estensione di Medicare, un programma in vigore negli Stati Uniti ormai dal 1965, a favore di tutti coloro che hanno più di 65 anni.
Altra proposta distintiva del suo programma è poi quella tesa a portare lo stipendio del Presidente degli Stati Uniti da 400mila dollari a 4 milioni. Una proposta che si spiega con la necessità di togliere l’inquilino della Casa Bianca alla malefica influenza delle lobbies.

Chi è Andrew Yang

Andrew Yang è un immigrato di seconda generazione. Nato da genitori taiwanesi, dopo un Bachelor of Arts in economia, ha ricevuto un dottorato in legge alla Columbia Law School, ovvero una tra le più prestigiose università in ambito giuridico a livello globale. Nel 2011 Andrew Yang ha fondato Venture for America, organizzazione no profit che si pone l’obiettivo di guidare neolaureati e giovani imprenditori nel mondo delle start-up.
Si tratta quindi di una figura assolutamente interna al gotha finanziario. Proprio per questo motivo quanto da lui affermato sulle criptovalute è visto con molta attenzione dalla comunità che sostiene l’economia digitale, considerato che Yang è sostenuto da un fronte sempre più composito e spesso non favorevole ai democratici, oltre che da Elon Musk.

Cosa ha detto Yang?

In un’intervista pubblicata su Bloomberg, Yang ha affermato che gli Stati Uniti devono poter investire in libertà nella tecnologia alla base delle criptovalute, settore ormai in forte espansione. Ha inoltre ribadito la necessità di poter varare un sistema certo di regole, l’assenza delle quali genera insicurezza e allontana gli investitori.
Un orientamento, il suo, che peraltro è condiviso anche da altri candidati alle presidenziali, a partire da John McAfee, che dopo aver creato il Cyber Party nel 2016, ora ha deciso di scendere in campo con il Partito Libertario, di stanza a Cuba. Candidature quindi non molto accreditate, ma che hanno il merito di far parlare di monete digitali anche in una competizione così importante.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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