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Baby Doge, ancora un meme coin alla carica

Il token è di nuovo in fase di grande crescita

La sfida tra meme coin sembra destinata ad arricchirsi di un nuovo protagonista, Baby Doge. L’ennesimo token ispirato ai cani di razza Shiba Inu è infatti di nuovo in grande crescita. Confermando una tendenza evidente dalla metà del mese di dicembre dell’anno appena finito.
Una crescita talmente vigorosa da essere vista con notevole curiosità da investitori e analisti. Sullo sfondo resta naturalmente la consueta domanda che caratterizza trend di questo genere: dove può arrivare il token, proseguendo con questo ritmo?

Baby Doge - Baby Doge, ancora un meme coin alla carica

La crescita di Baby Doge avviene in controtendenza con il mercato

Anche oggi Baby Doge prosegue la sua crescita su ritmi notevoli. Un costante apprezzamento tanto più rimarchevole in considerazione del pessimo momento attraversato dai mercati. Anche oggi preda di cospicui ribassi, dopo la notizia relativa alla decisione della FED di rialzare i tassi di interesse nel corso dei prossimi mesi.
Un andamento da cui, almeno per il momento, sembra indenne Baby Doge. L’ennesimo meme coin ispirato ai cani, infatti, si muove ancora in territorio positivo anche in queste ore, tanto da spingere a pensare che in molti, alla ricerca di asset crypto alternativi, l’abbiano individuato come vera e propria ancora di salvataggio.

Baby Doge e Elon Musk

Come abbiamo già ricordato, Baby Doge non è altro che l’ennesimo token ispirato ai cani di razza Shiba Inu. Ovvero un tema che ormai da tempo investe con grande forza il mercato crypto.  Non si contano infatti più i progetti nati con il semplice intento di sfruttare il vero e proprio fenomeno di costume innescato da Dogecoin.
Se molti di questi nuovi coin rimangono confinati all’anonimato, alcuni riescono però a decollare letteralmente. Magari sfruttando i tanti equivoci che, di volta in volta, sono innescati dagli ormai rituali tweet di Elon Musk. O che sono spinti volutamente dall’uomo più ricco del mondo, come è avvenuto in questo caso.

Il tweet che ha innescato il tutto

Il tweet che ha permesso a Baby Doge di diventare una piccola celebrità risale al passato luglio. Il primo giorno di quel mese, infatti, il CEO e fondatore di Tesla ha pubblicato un messaggio demenziale sul token. Se l’intenzione era di saggiare la sua presa sui mercati di criptovaluta, l’esito è stato assolutamente positivo. In pochi minuti, infatti, il prezzo del token è raddoppiato.
Un esito che non ha sorpreso praticamente nessuno e il quale, però, ha destato non poca perplessità in chi vede nel pump and dump di Elon Musk un reale pericolo per il mondo crypto. Come prendere seriamente un settore in cui a fare premio non sono le caratteristiche tecniche di un progetto, ma le bizze di un miliardario annoiato o in vena di scherzi?

Baby Doge: di cosa si tratta?

Alla luce di quanto accaduto, sembra quasi inutile ricordare che Baby Doge è nato alla stregua di versione migliorativa di Dogecoin. Il suo team di sviluppo, infatti, si è proposto di dare vita ad una versione e riveduta del token inventato da Billy Markus e Jackson Palmer.
Lanciato nel giugno dello scorso anno, in effetti, il meme coin ha dimostrato di essere più veloce in fase di transazione. Un aspetto il quale, però, è destinato a non pesare minimamente sulle sue fortune. Su di esse, al contrario, pesa alla stregua di un convitato di pietra proprio Elon Musk. Basta un suo tweet per farne decollare il prezzo. A lungo termine, però, il gioco potrebbe stancare sia il miliardario di origini sudafricane che gli investitori.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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