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Bank of America contro Bitcoin

Il colosso bancario non ravvisa motivi per investirci sopra

Bank of America, seconda azienda bancaria degli Stati Uniti, ha rilasciato una nota ai suoi clienti in cui si affronta anche il tema del Bitcoin. Affermando in sostanza che il suo acquisto potrebbe rivelarsi non proprio un affare per chi volesse investirci.
Alla base del giudizio c’è soprattutto una valutazione dell’impatto ambientale collegato all’utilizzo e alla produzione della criptovaluta inventata da Satoshi Nakamoto. Cui si aggiunge la notevole volatilità che da sempre ne è una caratteristica saliente.
Una tesi la quale sembra andare nella direzione contraria rispetto agli altri giganti bancari a stelle e strisce come Morgan Stanley e JPMorgan, i quali proprio di recente hanno mutato il loro sentimento nei confronti di BTC.

bank of america - Bank of America contro Bitcoin

Bank of America: non conviene investire in Bitcoin

Il rapporto di Bank of America ha un titolo il quale fa già capire la predisposizione degli estensori del documento: “Bitcoin’s Dirty Little Secrets”, ovvero i piccoli segreti sporchi di Bitcoin.
Lo ha rivelato la pubblicazione finanziaria “The Street”, citandone alcuni estratti i quali non sono molto teneri nei confronti dell’icona crittografica. Secondo gli analisti della banca, infatti, BTC avrebbe un ruolo molto limitato da svolgere nel portafogli di un investitore. Oltre alla volatilità e alla correlazione con le attività di rischio, ovvero la speculazione, il token non vanta particolari meriti come metodo di pagamento ed è poco pratico nella veste di riserva di valore.

Bitcoin: la manipolazione è dietro l’angolo

Altro difetto denunciato nel documento del colosso bancario statunitense è poi l’elevata possibilità che il prezzo del Bitcoin possa essere manipolato. E per farlo, affermano gli analisti, basterebbe una quantità di denaro relativamente piccola. In pratica potrebbero bastare 93 milioni di dollari per innescare un aumento del suo prezzo nell’ordine dell’1%, mentre una operazione analoga condotta sull’oro comporterebbe oltre l’impiego di 1,86 miliardi.
Secondo gli autori del rapporto ciò è dovuto probabilmente alla attuale concentrazione di Bitcoin. Va infatti sottolineato come oltre il 95% delle monete virtuali estratte sino a questo momento sia controllato dal 2,4% degli indirizzi che vantano i saldi maggiori.

La questione ambientale

Oltre ai dati puramente economici, però, il rapporto di Bank of America si avventura in un campo che non dovrebbe essere nelle corde dei suoi analisti, ovvero quello ambientale. Il documento, infatti, ricorda come il processo di mining abbia come conseguenza un consumo molto elevato di energia. In particolare, richiede l’uso di enormi piattaforme di elaborazione e di hardware in grado di raffreddare i macchinari cui spetta il compito di elaborare le transazioni e mantenere in sicurezza la rete.
Ne consegue una notevole emissione di anidride carbonica. Per capire il dato basta ricordare come la produzione di BTC per un miliardo di dollari sia in grado di far aumentare la CO2 dell’equivalente prodotto da 1,2 milioni di auto attrezzate con motore a combustione.
Inoltre, le mining farm sono concentrate in Cina, ove la produzione di energia elettrica avviene soprattutto impiegando il carbone. Con conseguenze ambientali molto pesanti.

Una tesi non nuova

Una tesi non nuova che è stata però confutata di recente da un rapporto di ARK Investment Management. Secondo il quale i dati relativi al Bitcoin dovrebbero essere contestualizzati. In particolare operando un raffronto con quelli relativi all’estrazione di oro e al funzionamento del sistema bancario. Attività le quali, in effetti, comporterebbero un consumo di energia molto superiore. Senza che nessuno osi levare la sua voce contro di esse.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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