Luglio 13, 2020
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Ben Askren ora si chiama “Bitcoin Halving May 13”

Ben Askren - Ben Askren ora si chiama "Bitcoin Halving May 13"

Il previsto halving di Bitcoin è considerato un vero e proprio evento. E come tale solleva notevoli discussioni nel mondo dei criptofans. Una comunità alla quale si iscrive a pieno titolo anche un lottatore della Ultimate Fighting Championship (UFC), Ben Askren. Una figura molto popolare, tanto da contare ben 311mila followers su Twitter.
Proprio lui, in vista del dimezzamento delle ricompense spettanti ai minatori di BTC ha deciso di promuovere l’evento mutando il suo nome di battaglia in Bitcoin Halving May 13”, con un chiaro riferimento al giorno ormai atteso (e anche temuto) da milioni di persone in ogni parte del globo.

Ben Askren è un noto sostenitore delle criptovalute

Askren non è certo un neofita, anzi, ormai da tempo non nasconde il suo favore per le monete digitali. Il lottatore di MMA più di una volta ha esternato il suo entusiasmo per l’innovazione finanziaria, tanto da diventarne una sorta di testimonial per Litecoin. Nel 2019 aveva anche provveduto a pubblicare un video su Instagram nel quale indossava una maglietta a tema, venendo pagato peraltro per la sua performance.
La stessa UFC, peraltro, si è mostrata estremamente ricettiva in tal senso. Il legame tra questa federazione e gli asset digitali risale addirittura al 2015, quando John Fitch divenne il primo lottatore di MMA ad essere pagato in BTC, preferendo questo tipo di remunerazione a quella in dollari tradizionali.

Dapper Labs e UFC

Un legame, quello tra UFC e criptovalute poi rinsaldato nel mese di febbraio di quest’anno, quando l’azienda Dapper Labs e la federazione hanno stretto un accordo di collaborazione con il preciso intento di sviluppare una nuova esperienza digitale indirizzata ai tanti fans delle arti marziali miste.
Il progetto è stato ricalcato su quelli già avviati con le società di calcio e grazie ad esso diventa possibile possedere, mantenere o scambiare gli oggetti di merchandising targati UFC sulla piattaforma Flow.

Cresce l’attesa per l’halving

Come è facilmente comprensibile, monta intanto l’attesa per l’halving di Bitcoin. Un evento di cui si parla ormai da mesi con il preciso intento di riuscirne a capire le implicazioni.
Se sono in tanti ad attendersi una esplosione della quotazione della moneta attribuita a Satoshi Nakamoto, va però sottolineato che cresce anche il fronte di coloro che afferma di non attendersi grandi mutamenti nella fase immediatamente successiva al 13 maggio, giorno in cui  il numero complessivo di blocchi sul network di Bitcoin arriverà a 630.000, comportando il programmato dimezzamento delle ricompense per i miners da 12,5 a 6,25 BTC.
Una schiera, quella degli scettici, che a sorpresa comprende anche Roger Ver. Bitcoin Jesus, infatti, ha affermato di recente di non attendersi nulla più di quanto successo dopo i due precedenti halving, quelli del 2012 e del 2016, quando ci vollero appunto mesi per vedere la quotazione di BTC iniziare a salire con decisione verso l’alto. All’epoca, però, non c’era un avvenimento come il coronavirus a rappresentare un’incognita, come invece sta accadendo stavolta, inducendo non pochi investitori a optare per quello che si va configurando come un bene rifugio. Non resta quindi che attendere i giorni successivi al 13 maggio per vedere chi avrà avuto ragione.