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Bitcoin ATM, in Malaysia quelli esistenti operano al di fuori della legge

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La Securities Commission Malaysia (SC) ha annunciato che i crypto ATM operanti sul territorio sono praticamente illegali. Chi intende installarne uno, infatti, deve chiedere ed ottenere un’apposita licenza. Al momento, non è ne è stata assegnata neanche una. La conseguenza di questa affermazione è abbastanza evidente: chi gestisce strutture di questo genere lungo il territorio nazionale, opera al di fuori del recinto prefissato dalla legge.

Cosa dice SC

La Securities Commission Malaysia fa in pratica chiarezza sulla questione degli ATM di criptovaluta, equiparandoli ai Digital Asset Exchange (DAX). I secondi necessitano però di una licenza, cosa che quelli già esistenti nel Paese non possono vantare.
Ne consegue che chi li utilizza si sottopone a rischi di non poco conto, non potendo stabilire con certezza chi sia la sua effettiva controparte nelle operazioni di scambio.

Le sanzioni previste

Naturalmente, una volta stabilito che le aziende operanti in Malaysia lo stanno facendo in totale spregio al quadro legislativo esistente, le autorità locali hanno anche provveduto a dare vita ad un conseguente quadro sanzionatorio.
In particolare, la SC ha dato un vero e proprio ultimatum a queste aziende: devono cioè cessare ogni attività e, nel caso non lo facessero, andrebbero incontro a conseguenze di non poco conto. Oltre ad una sanzione pecuniaria salatissima, che può arrivare a 10 milioni di RM, l’equivalente di oltre 2 milioni di euro, i contravventori rischiano anche una condanna detentiva sino a 10 anni.
E’ stato anche predisposto un portale online, nel quale chi intende convertire valuta tradizionale in digitale può verificare se l’ATM interessato è provvisto di licenza o meno. Inoltre è possibile segnalare alle autorità chi continua ad operare in spregio alla legalità.

ATM Bitcoin e riciclaggio

Naturalmente le notizie provenienti dalla Malaysia vanno ricondotte al timore che gli ATM cripto possano essere utilizzati dalla criminalità più o meno organizzata per il riciclaggio di denaro sporco.  Come afferma un recente rapporto di Cipher Trace, un istituto di livello internazionale il quale si occupa  della protezione delle istituzioni finanziarie dai rischi connessi al riciclaggio di moneta virtuale e della vigilanza sulla sicurezza della blockchain, proprio i bancomat BTC sono utilizzati a volte per scopi impropri.
Secondo gli analisti dell’azienda, infatti, nel 2017 appena il 2% dei fondi che transitavano all’interno di questi dispositivi erano destinati a transazioni ad alta esposizione finanziaria. Un dato che nel corso dell’ultimo anno è arrivato all’8%. In soli 36 mesi, quindi, la quantità di denaro immateriale veicolato verso exchange speculativi è quadruplicata.

ATM cripto: il loro aumento è ormai impetuoso

Altro dato preoccupante messo in rilievo dallo studio di Cipher Trace è quello relativo al fatto che addirittura l’88% del denaro virtuale raccolto mediante gli ATM,  è depositato su conti offshore. Dati che fanno chiaramente capire il motivo della preoccupazioni delle autorità di tutto il mondo. Anche in considerazione del fatto che nel corso dell’ultimo anno il numero degli ATM cripto è passato da 5mila a oltre 8300. Un aumento superiore al 60% il quale è naturalmente motivo di riflessione, proprio per la permeabilità di questo sistema da parte di bande criminali sempre alla ricerca di modi nuovi per far circolare liberamente i proventi delle proprie attività e sottrarli ad ogni controllo.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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