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Bitcoin, Bloomberg fa da contraltare a Goldman Sachs

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Se Goldman Sachs ha criticato in maniera molto aspra il Bitcoin, sull’altro lato della barricata sembra proporsi in questi ultimi tempi Bloomberg, che più di una volta ha espresso il suo appoggio alla creazione di Satoshi Nakamoto e al settore delle criptovalute.
Un appoggio ribadito con grande forza nelle ultime ore dagli analisti di Bloomberg Crypto Outlook. Andiamo a vedere in quale maniera.

Secondo Bloomberg Crypto Outlook BTC si avvia verso il suo picco storico

Secondo gli analisti di Bloomberg Crypto Outlook nel corso del 2020 il Bitcoin raggiungerà il suo nuovo picco storico. Il giudizio è stato espresso all’interno del rapporto di giugno, ove si può leggere che il prezzo di BTC nel corso dell’anno potrebbe non solo superare i massimi assoluti fatti registrare a dicembre 2017, ma anche impennarsi sino a conseguire quota 28mila dollari.
Per capire meglio quanto affermato da BCO, occorre  a questo punto ricordare che il picco storico di Bitcoin superò di poco, allora, i 20mila dollari, restando poi sopra i 18 mila per appena cinque giorni.

A spingere BTC sarebbe ancora il Covid-19

Qual è il motivo addotto dagli analisti di Bloomberg Crypto Outlook per esprimere questo giudizio? Secondo loro, a soffiare impetuosamente sulle vele di Bitcoin sarebbe proprio la situazione generata dalla diffusione del Covid-19. Una situazione la quale,se ora inizia a trovare un maggior contrasto da parte delle strutture sanitarie, potrebbe riproporsi con grande forza nel corso dei mesi freddi dando vita ad una seconda ondata. Di fronte alla quale resta da capire la capacità di reazione delle economie più forti.
Per quanto riguarda l’evoluzione del prezzo nel corso dell’anno, secondo gli analisti di BCO soltanto qualche grossa sorpresa ne potrebbe impedire la crescita. Nel caso in cui il prezzo oscillasse come fatto di recente, il picco massimo del 2020 potrebbe essere circa il doppio rispetto a quello dell’anno scorso, che fu di 14mila dollari.

Bloomberg si propone come contraltare di Goldman Sachs

In questa fase, Bloomberg non nasconde il suo sostegno a Bitcoin. Così facendo si propone in pratica in veste di contraltare di Goldman Sachs, la banca d’affari statunitense che negli ultimi giorni si è attirata un coro di aspre critiche dopo alcuni giudizi ingenerosi formulati nei confronti di Bitcoin (e monete digitali in genere). Asserendo in particolare che non costituirebbe una classe di attività offrendo inoltre molto poco in termini di investimento.
Il giudizio, espresso nel corso di una riunione con gli investitori, ha sollevato una reazione sdegnata da più parti. Non solo da parte della comunità crittografica, com’era del resto logico attendersi, ma anche del mondo bancario tradizionale.
A partire da Swissquote, istituto bancario elvetico il quale aveva affidato la sua risposta a Chris Thomas,  responsabile delle risorse digitali, il quale aveva dato vita a notevoli bordate contro la banca d’affari. Ricordando come del resto non sia la prima volta che dal suo interno arrivano giudizi totalmente sballati. Testimoniati di recente da quanto asserito a proposito del petrolio, per il quale gli analisti di Goldman Sachs avevano indicato un prezzo medio di 63 dollari nel corso del 2020. Una previsione irrisa dalla realtà, considerato come il prezzo del barile sia finito sotto zero nel mese di aprile.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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