Maggio 26, 2020
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Bitcoin Cash: cosa sta accadendo?

Bitcoin Cash - Bitcoin Cash: cosa sta accadendo?

Il recente piano che prevedeva lo sviluppo della blockchain di Bitcoin Cash, da attuare per mezzo di una tassa sul mining, sembra ormai essere stato bocciato. Troppe le opposizioni da parte dei diretti interessati, i quali hanno dimostrato non poco fastidio non solo di fronte ai suoi contenuti, ma anche al modo di portarlo avanti, per proseguire su questa strada.
Se il progetto è dato ormai per definitivamente accantonato, resta però sullo sfondo il problema che ha spinto i proponenti a metterlo in campo. Ovvero quello relativo al modo di finanziare una blockchain pubblica in modo dapermettere a Bitcoin Cash (e naturalmente ad altri progetti open source) di poter effettivamente decollare.

Bitcoin Cash: come finanziarne lo sviluppo?

Le blockchain pubbliche si fondano sull’operato di sviluppatori, che apportano al progetto il loro bagaglio di competenze. Un lavoro che, pur spinto spesso dalla grande passione, comporta dei costi elevati. Proprio per questo motivo prima di lanciare definitivamente un progetto, è necessario affrontare il problema dei finanziamenti.
Poiché non possono bastare i fondi iniziali, abbastanza limitati, le startup che intendono varare una nuova criptovaluta fanno ricorso soprattutto alle ICO (Initial Coin Offering) per impedire la fuga degli sviluppatori verso lidi più accoglienti. Cercando in alternativa di reperire finanziamenti presso aziende che possono essere interessate allo sviluppo dei piani, a loro vantaggio.
Un caso di questo genere è quello rappresentato dall’aiuto iniziale fornito da Santander a Ripple, prodromo all’adozione della blockchain di XRP nei sistemi di pagamento del gigante iberico.
Nel caso di Bitcoin Cash è stata invece decisa una strada diversa, quella di una tassa sul mining. Che ha provocato però notevoli polemiche.

Tassa sul mining: cosa è accaduto

La proposta di imporre una tassa del 12,5%, da destinare ai piani di sviluppo di BCH, era stata avanzata da Jiang Zhuoer, CEO della mining pool Btc.top, trovando però una reazione negativa nella community che sostiene il progetto.
Se in un primo momento sembrava che anche Roger Ver fosse favorevole al progetto, in seguito il numero uno di Bitcoin.com ha spiegato di non essersi mai pronunciato a favore dell’iniziativa. Affermando poi che le notizie trapelate erano nulla di più di un fraintendimento con  Jiang Zhuoer.
Una presa di distanza che ha in pratica allargato il fronte dei contrari alla tassa, facendola naufragare. Tanto da costringere i proponenti a cercare strade alternative e, soprattutto, meno divisive.

Bitcoin Cash: cosa potrebbe accadere ora

Negli ultimi giorni si è andata facendo sempre più concreta una ipotesi alternativa. Il peso dello sviluppo del progetto Bitcoin Cash potrebbe essere affidato alla campagna avviata con successo per il finanziamento del client di BCH, ovvero Bitcoin ABC.
Ad annunciare l’intento è stato Amaury Séchet, ex ingegnere di Facebook che è stato l’artefice della prima implementazione del protocollo. Va peraltro notato come la campagna in atto abbia già raggiunto 1,44 milioni di dollari su 3,3 richiesti, con il termine fissato alla fine di aprile.
Sulla riuscita dell’operazione conta soprattutto chi ritiene che proprio questo sia il modo migliore di finanziare lo sviluppo di BCH senza andare a provocare crisi i cui esiti potrebbero rivelarsi imprevedibili all’interno della community che sostiene il progetto.

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