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Bitcoin e Ethereum, la Borsa di Vienna apre alla loro contrattazione

E' la terza piazza finanziaria a farlo

Gli asset digitali stanno riscuotendo un interesse sempre crescente da parte degli investitori istituzionali e dai clienti retail. Un interesse derivante dal particolare momento vissuto dai mercati, a causa dell’imperversare del Covid-19, ma anche per la validità che si riconosce a questi strumenti.
Interesse che riguarda in particolare le criptovalute più importanti, a partire da Bitcoin e Ethereum. Come dimostra la decisione presa dalla Wiener Börse, la quale ha deciso di aprire le sue contrattazioni a queste due monete virtuali.

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La Borsa di Vienna è la terza piazza ad aprire alle criptovalute

La maggiore piazza finanziaria austriaca è la terza a livello globale, a prendere una decisione favorevole alle criptovalute. Prima di lei avevano preso la stessa decisione il mercato di riferimento XETRA della Deutsche Boerse, che ospita oltre il 90% delle negoziazioni di azioni tedesche e circa il 30% degli scambi di ETF europei, e il Singapore Exchange.
Nel caso della borsa asiatica, gli indici non consentono agli utenti di scambiare denaro virtuale, ma i feed dei prezzi possono essere sfruttati da altre aziende locali intenzionate a lanciare prodotti basati su BTC o ETH al fine di tracciare le fluttuazioni dei prezzi degli asset in tempo reale da una fonte affidabile.

Il commento di Thomas Rainer

Una decisione di non poco importanza, quella presa dalla Borsa di Vienna, considerate le sue conseguenze. A commentarla è stato Thomas Rainer, head of development di Wiener Börse. Il quale ha messo in particolare rilievo come in tal modo i trader di asset digitali hanno la possibilità di fare affidamento su scambi monitorati, regolamentati e trasparenti, oltre che su informazioni in tempo reale. Un ambiente, di conseguenza, estremamente sicuro in cui portare avanti le proprie operazioni.

Ora gli ETP su Bitcoin sono disponibili per l’intero gruppo DACH

L’altra implicazione derivante dalla decisione della maggiore piazza finanziaria austriaca consiste nella piena disponibilità di ETP su Bitcoin nell’intera area DACH. Ovvero quella formata da Germania, Austria e Svizzera.
A metterlo in rilievo è stato il CEO di 21Shares, Hany Rashwan. secondo il quale nessun’altra giurisdizione a livello globale è in grado di fornire un accesso così ampio e completo al Bitcoin.

Cresce l’attenzione della finanza tradizionale nei confronti delle criptovalute

La decisione presa dalle piazze finanziarie in questione può essere considerata una vera e propria presa d’atto. Riguardante un fenomeno sempre più visibile e importante come le monete virtuali. Le quali sono ormai viste da fondi d’investimento e banche d’affari alla stregua di un nuovo promettente mercato da non sottovalutare.
Emblematico in tal senso il caso di Paul Tudor Jones, fondatore di Tudor Investment Corporation e settimo gestore di hedge fund più performante al mondo. Il quale ha spiegato i suoi investimenti in Bitcoin come una risposta agli stimoli economici messi in campo dall’amministrazione Trump per cercare di contrastare la caduta drammatica dell’economia. Stimoli i quali, però, potrebbero dare vita ad una crescita molto forte dell’inflazione.
Un fenomeno il quale era già in atto prima della pandemia di coronavirus, ma che proprio dalle nuove necessità da essa innescate ha tratto ulteriore giovamento. Tanto da spingere anche i governi a prendere in considerazione l’idea di sfruttarle per alimentare una economia in grande difficoltà.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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