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Bitcoin Gold ha subito l’attacco 51% più lungo della storia

Bitcoin gold - Bitcoin Gold ha subito l’attacco 51% più lungo della storia

Il cosiddetto attacco 51% è il vero terrore degli appassionati di criptovalute. Il motivo di questo timore deriva proprio dal fatto che esso va in pratica a smantellare uno dei presupposti ideologici su cui si fondano le monete virtuali, ovvero la decentralizzazione.
Proprio per questo, in queste ore, c’è molta preoccupazione per quello che sta avvenendo alla blockchain di Bitcoin Gold, ormai da giorni sotto attacco da parte di soggetti i quali intendono impadronirsi della rete. Con conseguenze al momento imprevedibili, ma che potrebbero essere disastrose.

Cosa sta accadendo a Bitcoin Gold

Gli sviluppatori di Bitcoin Gold hanno confermato di aver subito un attacco del 51% il quale si è protratto per 10 giorni, interessando oltre 1300 blocchi minati in maniera surrettizia.
Proprio per cercare di neutralizzare almeno in parte le conseguenze di quanto accaduto lo stesso gruppo di lavoro ha ricordato agli interessati come sia necessario passare alla nuova versione della blockchain, ovvero all’aggiornamento rilasciato all’inizio del mese. Si tratta in pratica della versione 0.17.2, la quale non era ancora stata implementata dall’intera community e che potrebbe aiutare gli utenti della rete a limitare i danni.
Va anche aggiunto che è stato introdotto un checkpoint, in modo da segnalare chi sta ancora minando la catena non originale, in corrispondenza del blocco 640650. In tal modo è possibile individuare ed escludere la parte incriminata, in modo da evitare le premesse per un fork della blockchain.

Perché gli attacchi 51% sono pericolosi

Gli attacchi 51% sono molto temuti dal mondo crittografico. Chi si impossessa della blockchain, infatti, è in grado di dare vita ad operazioni fraudolente, propagando blocchi falsi, contenenti operazioni che possono comportare non solo la perdita dei fondi, ma anche danni di immagine incalcolabili, minando la fiducia degli utenti. Tra di esse va ricordato il double spending, ovvero l’impiego della stessa moneta per più operazioni.
Proprio bitcoin Gold aveva già vissuto una situazione di questo genere nel 2018, quando un attacco analogo aveva comportato la sottrazione di fondi pari a circa 18 milioni di dollari.

Il Proof of Work è troppo permeabile

La lezione che si può trarre da quanto sta accadendo è che il protocollo PoW (Proof of Work) è troppo esposto ad attacchi di questo genere, soprattutto nel caso in cui macchine e hashpower non siano sufficienti per mettere in atto un’opera di contrasto adeguata.
Proprio per questo motivo alcune delle più note criptovalute hanno deciso ormai da tempo di passare al Proof of Stake, reputandolo molto più sicuro da questo punto di vista.
Tra coloro che hanno optato in tal senso vanno ricordati soprattutto Ethereum e Cardano. La scelta dell’algoritmo PoS rappresenta ad oggi la risposta migliore ad eventualità di questo genere, In questo caso, infatti, i validatori contribuiscono a mantenere l’efficienza del network in base alla quantità di criptovalute detenute (stake). In tal modo la potenza di calcolo passa in secondo piano. La conseguenza immediata è che i tentativi di attaccare questo sistema sono scarsamente redditizi.

Alcuni casi di attacco 51%

Nel recente passato si sono verificati molti attacchi tesi al controllo della rete di alcune criptovalute. Oltre a quello relativo a Bitcoin Gold, va ricordato l’attacco sferrato nel 2018 contro Verge. Mentre risalgono a due anni prima quelli che hanno preso di mira Shift e Kripton.
Come si può notare, ad essere prese di mira sono valute secondarie. Sferrare un attacco a Bitcoin o Ethereum, infatti, è praticamente impossibile, a causa delle risorse necessarie per poterlo effettuare.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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