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Bitcoin, il 90% dei token è stato estratto

Il resto dovrebbe essere esaurito nel corso dei prossimi 120 anni

Il mining di Bitcoin continua ad essere oggetto di un largo dibattito. Dovuto in particolare all’impatto ambientale che l’attività di estrazione dei blocchi comporta, con dati ancora abbastanza preoccupanti. Tanto da spingere Elon Musk a ritirare il suo appoggio alla regina delle criptovalute e ad imporne lo stop in termini di accettazione nei pagamenti delle vetture fabbricate da Tesla.
Dati che però non sono del tutto chiari, tanto da essere confutati in alcuni recenti studi. I quali sembrano intenzionati a proporre un punto di vista diverso, in particolare paragonando l’impatto ambientale del Bitcoin a quello di altri strumenti finanziari.
Nella discussione in atto, vanno ora a calarsi i dati relativi al numero di token estratti sino a questo momento. I quali dovranno senz’altro essere presi in considerazione, per riuscire a definire politiche tese a rendere BTC più sano da un punto di vista ecologico.

Bitcoin 1 - Bitcoin, il 90% dei token è stato estratto

Il 90% dei Bitcoin è stato già estratto

Dal momento in cui è nato l’iconico token progettato da Satoshi Nakamoto, sono stati estratti oltre 18,6 milioni di Bitcoin. Considerato come la fornitura totale prevista ammonta a 21 milioni, questo dato rappresenta quasi il 90% dell’offerta complessiva.
Attualmente rimangono quindi circa 2.250 milioni di monete da minare. Con il ritmo attuale, si prevede comunque che l’ultima sarà estratta tra circa 120 anni. A spiegare questo rallentamento è il dimezzamento delle ricompense spettanti ai miners, ovvero l’ormai celebre halving. Un evento il quale si ripete all’incirca ogni quattro anni e destinato a mutare le carte in tavola. Se inizialmente i miners erano ricompensati con 50 BTC per ogni blocco estratto, infatti, ora il quantitativo ammonta a 6,25. Spingendo molti minatori a dedicarsi ad altri token, considerati più remunerativi.

La polemica sull’impatto ambientale del Bitcoin

Come abbiamo già ricordato, i dati sul mining sono destinati a riflettersi sulla discussione in atto relativa all’impatto ambientale del Bitcoin. Che è in atto ormai da tempo, fondandosi sulle preoccupazioni esternate da molti soggetti, a partire da Elon Musk.
Preoccupazioni che sono del resto state testimoniate dal governo cinese, il quale sta in pratica spingendo i minatori ad abbandonare il Paese proponendo ostacoli al loro lavoro. Una politica consigliata dalla considerazione che l’inquinamento prodotto dal mining rischia di vanificare gli obiettivi di risanamento ambientale indicati dai documenti governativi.
Oltre che dalle iniziative messe in campo da più parti per cercare di rendere l’attività di estrazione dei blocchi meno pericolosa per l’ecosistema. Tra le quali va ricordata in particolare la nascita del Bitcoin Mining Council.

Il Bitcoin Mining Council può essere la risposta giusta?

Per Bitcoin Mining Council si intende l’organismo al quale si intende affidare il compito di promuovere la trasparenza nell’utilizzo dell’energia necessaria per il mining e accelerare le iniziative sulla sostenibilità a livello mondiale.
Messo in campo durante un incontro tra il CEO di Tesla e i minatori del Nord America, si propone di avviare questa particolare attività verso forme più rispettose dell’ambiente. Si tratta però, almeno al momento, di un piano puramente teorico, senza ricadute di ordine pratico. Per poterne vedere i primi risultati, infatti, servirà tempo, in quanto i miner non sono in grado di sostituire immediatamente le fonti energetiche necessarie alla loro attività.
Il passaggio dalle fonti fossili alle rinnovabili inizierà soltanto dopo il 2030. Ovvero la data indicata dal Crypto Climate Accord, già in vigore, il quale prevede che la decarbonizzazione del settore non possa avere luogo prima di quella data.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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