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Bitcoin, sono le banche centrali a favorirlo

Molti analisti mettono in rilievo questo dato

Il momento dell’economia mondiale continua ad essere estremamente problematico. La pandemia di Covid in atto, infatti, ha riflessi di non poco conto non solo sulle attività produttive, ma anche sui comportamenti di una miriade di persone. Come sta accadendo in Italia, ove sono molti coloro che hanno deciso di aumentare la propria attitudine al risparmio, temendo una seconda chiusura.
Tra le conseguenze di questa situazione, c’è anche la tendenza delle banche centrali ad allentare alcuni parametri che erano ritenuti alla stregua di veri e propri dogmi. Ad esempio quello sull’inflazione, su cui la Federal Reserve ha dato vita ad una significativa revisione. A vantaggio del Bitcoin e degli asset virtuali in genere.

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La Fed e l’inflazione

Se la situazione sanitaria dovesse continuare a danneggiare l’economia, la Fed potrebbe decidere di permettere all’inflazione di attestarsi oltre il 2% per periodi limitati di tempo.
Si tratta di una novità di non poco conto, soprattutto per coloro che detengono investimenti potenzialmente infruttuosi come le attività a reddito fisso. Una categoria di persone la quale, di conseguenza, potrebbe essere invogliata a cercare sbocchi alternativi, in grado di dare rendimenti interessanti. A partire da Bitcoin e altri asset digitali.

Non solo la Fed

Se la Fed ha operato una significativa conversione in tema di inflazione, non sono da meno le altre banche centrali. A ricordarlo è stato Ruchir Sharma, responsabile di Morgan Stanley per i mercati emergenti, in una intervista rilasciata alla CNN.
Secondo il quale proprio le loro decisioni hanno l’effetto di spingere molti investitori a cercare sbocchi alternativi per i propri soldi. La vera e propria inondazione di liquidità decisa anche dalla BCE e da altre istituzioni bancarie di rilievo, infatti, obbliga chi ha intenzione di difendere i propri investimenti a rivolgere lo sguardo in altre direzioni. Non solo verso l’oro fisico, quindi, ma anche verso quel BTC ormai indicato da molti alla stregua di oro digitale.

Il Bitcoin è destinato a crescere

La tesi di Ruchir Sharma è condivisa da Nigel Green, amministratore delegato e fondatore della società di consulenza finanziaria internazionale deVere. Anche lui sottolinea il fatto che gli stimoli all’economia decisi dalle banche centrali rappresentano un vantaggio per il Bitcoin e gli asset digitali in genere.
A dimostrare il terrore delle persone per i livelli inflattivi troppo alti, che potrebbero essere in naturale portato delle politiche in questione, è del resto quanto sta accadendo in America Latina. Ove sono sempre di più coloro che cercano di difendere il proprio potere d’acquisto scambiando valuta fiat iperinflazionata con denaro digitale. Un trend vistoso in Venezuela e Argentina, ma anche molto evidente in Paesi come il Brasile o la Colombia.

La volatilità di BTC spaventa meno dell’inflazione

A spingere lavoratori e pensionati a scambiare denaro fisico per quello virtuale è proprio la paura dell’inflazione. A fronte della quale anche la volatilità che caratterizza gli asset digitali spaventa molto meno. Se è vero che il Bitcoin nelle ultime ore è andato incontro ad un significativo calo di prezzo, è altrettanto vero che nel lungo periodo la sua capacità di reggere e crescere può premiare in maniera notevole chi decide di adottarlo. Un comportamento sempre più diffuso in gran parte del continente e che sembra destinato a crescere in maniera impetuosa nell’immediato futuro.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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