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Bitcoin, un bene rifugio… non così forte come si pensa

Quando la crisi colpisce, gli investitori tendono a trasferire i loro capitali in beni rifugio sicuri come l’oro e l’argento. Bitcoin condivide attributi simili a quelli di questi metalli preziosi, e da diverso tempo molti analisti affermano che la valuta digitale potrebbe diventare un safe haven come l’oro.

Tuttavia, i crescenti timori e le preoccupazioni per l’epidemia di coronavirus, oramai in grado di raggiungere il proprio stato di pandemia, e l’impatto che sta avendo sull’economia e sull’umanità stessa, ha fatto crollare anche il più forte dei beni dei rifugi sicuri. E il colpo, durissimo, a Bitcoin, potrebbe aver messo fine alla nomea della criptovaluta come elemento appartenente al mondo dei rifugi sicuri.

Di fatti, mentre l’economia si sta avvicinando alla recessione, gli investitori si sono lentamente preparati all’inevitabile spostando il loro denaro dalle azioni all’oro, all’argento e ad altre attività più stabili.

Tra tali attività più stabili non c’è, però, Bitcoin. La narrazione che vuole BTC un safe haven è infatti entrata in crisi, con una picchiata delle quotazioni che ha fatto tremare i polsi anche al più tenace degli investitori.

Certo, il colpo è stato talmente duro che il sell off ha finito con il coinvolgere anche oro e argento, ma è stato Bitcoin a soffrire ancora di più, stabilendo un minimo e sfondando la curva di crescita logaritmica dell’asset e una linea di tendenza del mercato rialzista, lunga sette anni.

Il futuro dell’asset è ora in pericolo, e se l’oro e l’argento, che sono stati utilizzati da secoli come deposito di ricchezza e rifugio sicuro, non possono resistere al coronavirus e alla flessione del mercato azionario, allora nemmeno Bitcoin e il resto del mercato cripto potranno farlo.

Roberto Rais

Grande esperto di criptovalute e nostro collaboratore già da diverso tempo. Segue attivamente come Editori diversi Blog specialistici del settore criptovalute

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