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Bitmain, la scissione è ormai prossima

Raggiunto l'accordo tra Jihan Wu e Micree Zhan

La vicenda di Bitmain sembra ormai essere giunta all’epilogo. Dopo mesi di lotte intestine, in cui l’obiettivo era il totale controllo della compagnia, i co-fondatori di Bitmain, Jihan Wu e Micree Zhan avrebbero finalmente stilato un accordo. In base al quale, al primo andrebbero 600 milioni di dollari per lasciare la plancia di comando al secondo.
Almeno questa è la tesi di diverse agenzie di stampa locali e di Colin Wu, un esperto cinese di crittografia. Non resta quindi che attendere i successivi sviluppi di una controversia la quale ha raggiunto livelli effettivamente clamorosi nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Tanto da fornire abbondante materiale alle testate di settore.  Che dal canto loro non si sono assolutamente fatte pregare per ricamarci sopra.

Micree Zhan Bitmain - Bitmain, la scissione è ormai prossima

Bitmain, i termini dell’accordo

In base all’accordo raggiunto, quindi, l’azienda di crypto miner passerà a Zhan, insieme ad Antpool e alle fattorie minerarie dislocate all’interno del territorio cinese, mentre a Wu rimarrà come consolazione non solo una pingue liquidazione, ma anche la mining pool BTC.com e le strutture di mining estere di Bitmain.
Zhan, inoltre, continuerà a guidare la divisione dedicata all’intelligenza artificiale (AI) e l’attività di produzione di hardware per il mining. Per raccogliere i 600 milioni di dollari necessari per rilevare le quote di Wu, infine, provvederà ad ipotecare temporaneamente le sue azioni.
Il tutto dovrebbe essere ratificato il prossimo 28 dicembre, nel corso di una riunione degli azionisti, sotto l’egida di Sequoia Capital. Resta solo da vedere se quanto ricordato non sarà oggetto di qulache modifica nel frattempo. Anche alla luce di quanto accaduto nel recente passato, infatti, non sorprenderebbero nuovi colpi di scena.

Bitmain, una soluzione ormai inevitabile

La scissione tra i cofondatori è in pratica l’ultimo atto di un dissidio non più ricomponibile. Iniziato nel 2019, dopo una IPO la quale ha spinto sia Zhan che Wu ad abbandonare i rispettivi incarichi nella compagnia. Il secondo è però rientrato alla fine dell’anno, spodestando di fatto Zhan. La cui risposta non si è fatta attendere, come era del resto prevedibile. A novembre, infatti, ha prima dichiarato illegale quanto accaduto per poi minacciare un’azione legale. L’ultimo atto è poi stato quello di giugno, quando ancora Zhan ha fatto irruzione negli uffici di Pechino, spalleggiato dal personale di sicurezza, prendendone il possesso. Una serie di atti tali da non lasciare altra strada che la definitiva separazione ormai alle porte. Almeno stando alle indiscrezioni che stanno circolando in queste ore.

Cosa potrebbe accadere ora?

L’accordo in atto va sicuramente salutato positivamente, anche in considerazione della violenza della lotta di potere scatenatasi all’interno di Bitmain. La quale, stando alle voci circolate, aveva raggiunto toni da fiction, in particolare quando Zhan sarebbe stato coinvolto in una vera e propria rissa per impadronirsi del sigillo ufficiale dell’azienda.
Secondo gli esperti, però, la separazione all’interno di Bitmain non farà altro che spostare verso l’esterno la guerra in atto. A motivare questo giudizio è proprio il fatto che la divisione degli asset di Bitmain porterà i co-fondatori a ritrovarsi concorrenti tra loro. Una parte dell’accordo, infatti, prevede che entro la fine del 2022 Micree Zhan completerà una Initial Public Offering (IPO) negli Stati Uniti. Cosa farà invece Jihan Wu? L’interrogativo sta già serpeggiando tra gli analisti. E, naturalmente in quella parte di mondo dell’informazione la quale ha seguito tutta la vicenda, traendo ampio spunto per i propri resoconti.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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