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BitMEX: Arthur Hayes sta trattando la resa con le forze dell’ordine statunitensi

A rivelarlo è stata Jessica Greenwood, assistente procuratore per il distretto meridionale di New York

La saga di BitMEX sembra avviarsi verso il suo epilogo. Arthur Hayes, il co-fondatore dell’exchange messo sotto accusa dalle autorità giudiziarie statunitensi per aver violato il Bank Secrecy Act e aver ordito una cospirazione per farlo, sta infatti trattando la sua resa alle forze dell’ordine.
A rivelarlo è stata Jessica Greenwood, assistente procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York. La quale ha dichiarato quanto sta accadendo a un giudice federale, come si può appurare da una trascrizione del tribunale datata 16 febbraio. La stessa Greenwood ha inoltre affermato di essere in contatto con altre due persone indagate nella stessa vicenda, ovvero il co-fondatore di BitMEX Ben Delo e Gregory Dwyer, il suo primo dipendente.

Arthur Hayes - BitMEX: Arthur Hayes sta trattando la resa con le forze dell'ordine statunitensi

Cosa prevede l’accordo tra Hayes e la procura

L’accordo su cui starebbero trattando le controparti, prevede in particolare che Hayes, attualmente di stanza a Singapore, si consegnerebbe alle Hawaii, da dove potrebbe seguire virtualmente le varie fasi del dibattimento. Potrebbe però continuare a muoversi liberamente recandosi infine a New York nel caso in cui il procedimento dovesse passare al dibattimento in aula.
Per quanto riguarda Delo e Dwyer, il primo sembra disposto a consegnarsi a New York, mentre il secondo, attualmente alle Bermuda, non avrebbe alcuna intenzione di arrendersi. Tanto da aver costretto i pubblici ministeri federali ad avviare un procedimento di estradizione.
A seguire la vicenda sono anche gli ex utenti dell’exchange che hanno nel frattempo fatto causa alla piattaforma per i danni cui sono andati incontro a causa della sua condotta. I quali sono rappresentati dall’avvocato Pavel Pogodin.

BitMEX: una vicenda intricata

La vicenda riguardante BitMEX può essere vista in controluce alla stregua di un esempio di cosa può accadere quando un settore ad alto tasso di innovazione tecnologica viene lasciato libero di scorrazzare senza incontrare praticamente ostacoli.
In pratica, la piattaforma proponeva trading peer-to-peer imperniato su contratti con leva finanziaria i quali vengono acquistati e venduti in Bitcoin. Leva la quale può arrivare a 100, permettendo di conseguenza anche a chi aveva a disposizione cifre modeste di dare vita ad operazioni di grande impatto. Una modalità fuori legge negli Stati Uniti.

Perché BitMEX è finito sotto accusa

In apparenza, BitMEX si era attivato per impedire ad investitori statunitensi di partecipare alle sue contrattazioni. Gli investigatori, però, hanno scoperto che in effetti è accaduto esattamente quello che non doveva succedere. La piattaforma, infatti, aveva tra i suoi iscritti un folto numero di utenti posizionati all’interno del territorio federale. I quali, per aggirare l’ostacolo legislativo, utilizzavano software di rete privata virtuale (VPN). Migliaia di persone le quali avevano fatto la loro comparsa soprattutto nel 2017. Quando dopo anni di stenti BitMEX era rapidamente decollato, proprio grazie all’introduzione della leva finanziaria a 100. Ovvero cinque volte di più del massimo offerto dalla concorrenza.
Un trend che già nel 2018 gli ha permesso di essere indicato come il più grande scambio di criptovalute al mondo. Mentre il 27 giugno dell’anno successivo BitMEX annunciò lo stabilimento di un nuovo record in termini di transizioni giornaliere, scambiando ben 16 miliardi di dollari. Contribuendo di conseguenza a focalizzare l’attenzione sulle sue mosse non solo da parte della stampa, ma anche delle autorità giudiziarie. Sino alla decisione di perseguirne i responsabili per reati i quali potrebbero comportare per loro sino a dieci anni di detenzione nelle carceri federali.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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