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Blockchain il rimedio contro le fake news?

Fake news - Blockchain il rimedio contro le fake news?

Ormai da tempo le fake news costituiscono un notevole problema per il funzionamento dei sistemi democratici. Basta vedere la vera e propria guerra che si è scatenata al proposito anche nel nostro Paese per capire come l’informazione distorta rappresenti un problema sempre più evidente, soprattutto nell’epoca di Internet.
Naturalmente il problema deriva proprio dal fatto che chi controlla gli organi informativi è a sua volta interessato che le notizie siano selezionate in base al proprio particolare interesse. In Italia, solo per fare un esempio, ormai da decenni vige un sistema spartitorio, la cosiddetta lottizzazione, che ha cercato di fare in modo da garantire l’accesso all’informazione sia alle forze politiche di maggioranza che di opposizione. Gli esiti di questo modus operandi, però, non sono stati esaltanti, come testimoniato periodicamente da Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) nei suoi bollettini. In pratica assicurare una informazione corretta e plurale rimane un sogno.

La blockchain contro le bufale

Quante volte nel corso di un talk show, i nostri politici snocciolano dati falsi a sostegno delle proprie tesi? Possono farlo perché, almeno al momento, nessuno è in grado di controllarne la veridicità. In pratica il circuito delle fake news costituisce un’arma propagandistica sempre più sfruttata, a patto di controllare l’informazione. In tal modo si concretizza quanto attribuito a Joseph Goebbels, ministro della propaganda del Terzo Reich: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Una frase che contiene una sorta di autorealizzazione, in quanto non esiste una sola prova che il gerarca nazista abbia effettivamente pronunciato le parole incriminate.
Ora, però, potrebbe essere proprio la blockchain a fare da strumento per contrastare questa tendenza. La tecnologia nota per il suo utilizzo in ambito cripto, infatti, sembra fatta apposta per opporre un muro invalicabile alle bufale.

Il rapporto di Gartner

Secondo un recente rapporto di Gartner, entro il 2023 fino al 30% delle notizie e dei contenuti video mondiali sarà autenticato come reale dai registri blockchain. Si tratta di una notizia importante, per il semplice fatto che sinora si era pensato che ad occuparsene potessero essere organismi più o meno indipendenti. Come quello istituito dal Wall Street Journal, formato invero da esperti la cui indipedenza non può essere garantita a priori.
Le cose, però, potrebbero mutare rapidamente proprio grazie alla blockchain e alle sue caratteristiche di tracciabilità, trasparenza e decentralizzazione. In pratica essa permetterebbe di risalire all’origine del primo inserimento del dato dal quale è scaturita un’informazione virale e, a quel punto, non resterebbe che fornire la propria interpretazione del dato reale.

Chi usa già la blockchain nell’informazione

Qualcosa ha già iniziato a muoversi i tal senso. Di recente, infatti, il gruppo francese Orange ha firmato una nuova collaborazione con la startup Block Expert, avente come oggetto safe.press, soluzione nata per combattere le informazioni false attraverso la tecnologia blockchain.
Mentre il New York Times ha diffuso dal suo canto maggiori dettagli sul suo innovativo The News Provenance Project, progetto ideato in collaborazione con IBM, utilizzando HyperLedger Fabric. Grazie ad esso sarà possibile applicare il procedimento al fotogiornalismo certificando l’autore. Da qui si potrebbe partire per capire se l’utilizzo della foto in questione sia rispondente al contesto in essa è stata scattata.
Si tratta naturalmente solo di un primo passo, che può comunque aiutare l’informazione a rivelarsi un servizio ai cittadini e non ai potentati economici, come troppo spesso è accaduto sinora.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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