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Boom dei volumi DEX dopo l’hack a Harvest Finance

Uniswap e Curve Finance i principali beneficiari

Mentre si attendono nuovi sviluppi in relazione all’attacco hack portato avanti nei confronti di Harvest Finance, è da registrare un primo effetto collaterale di quanto accaduto. I volumi di alcuni exchange decentralizzati hanno infatti visto il loro volume di scambi aumentare in maniera enorme.
A provocare questo vero e proprio boom è stata l’utilizzazione dei prestiti flash da parte dell’hacker, in modo da drenare i fondi sottratti al protocollo di finanza decentralizzata. A fruirne sono stati in particolare Uniswap e Curve Finance.

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Harvest Finance: cosa sta accadendo

Nelle ore passate si è diffusa la notizia di un attacco contro Harvest Finance, a seguito del quale sono stati sottratti fondi pari a 24 milioni di dollari.
L’hacker responsabile dell’attacco, che si è esaurito nel giro di pochi minuti, ha utilizzato proprio i flash loan per drenare i fondi e i DEX di Uniswap e Curve Finance per ultimare il tutto. In entrambi i casi il volume degli scambi giornalieri è schizzato oltre i due miliardi di dollari, un volume abnorme, se si considera che il massimo precedente di Uniswap si era attestato a quota 950 milioni e quello di Curve Finance a 524. Ma ancora più clamoroso è un altro dato, quello rappresentato dal 1700% di aumento dei volumi DEX nell’arco di 24 ore!

Perché la scelta di Uniswap?

La scelta di Uniswap in questa vicenda è del tutto logica. Il protocollo di finanza decentralizzata, infatti, è tra i pochi che offrono i prestiti flash. Si tratta di una funzionalità la quale consente di contrarre prestiti per cifre molto elevate. Per i quali è previsto non solo il piano di rimborso, ma anche una commissione. Che a sua volta avviene nello spazio fornito da un blocco nella blockchain di Ethereum, la cui durata è di circa 15 secondi.

Le commissioni possono essere molto fruttuose

In particolare, gli utenti più esperti nel settore della finanza decentralizzata sono in grado di sfruttare i prestiti flash al fine di eseguire l’arbitraggio tra scambi decentralizzati e altre operazioni di carattere finanziario. Per farlo programmano uno script di contratto intelligente con il quale è possibile eseguire le azioni desiderate all’interno di una singola transazione Ethereum sequenziale.
Un lavoro che comporta un impiego minimo di tempo e che si rivela molto fruttuoso. Nelle negoziazioni tra Uniswap e Curve Finance sono infatti stati generati ben 5 milioni di dollari di commissioni.

Il rischio per la DeFi

La vicenda di Harvest Finance, però, rischia di rivelarsi un boomerang per la finanza decentralizzata. Se da un lato fa intravedere le grandi opportunità offerte da uno strumento come i prestiti flash, dall’altro evidenzia i rischi di vere e proprie frodi. Rese possibili da comportamenti troppo disinvolti dei protagonisti del settore.
Basterebbe in effetti ricordare quanto accaduto nelle settimane passate con SushiSwap, progetto messo in grande difficoltà dalle bizzarrie di uno dei suoi cofondatori, Chef Nomi.
Proprio per questo da più parti si elevano avvertimenti tesi a mettere in guardia gli investitori. I quali potrebbero essere ingolositi da quanto sta accadendo e invogliati a mettere da parte il buon senso che dovrebbe essere utilizzato in questo genere di operazioni. Resta solo da vedere se tali avvertimenti saranno recepiti o se invece cadranno nel vuoto. Favorendo i truffatori che hanno già individuato nella DeFi una vera gallina dalle uova d’oro.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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