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Cardano cresce del 20% e raggiunge il terzo posto in termini di capitalizzazione

Una data storica per la criptovaluta dei professori

Giornata da ricordare, quella di ieri, per Cardano. La criptovaluta dei professori, infatti, ha dato vita ad una crescita nell’ordine del 20%, per effetto del quale ha toccato i 41 miliardi in termini di capitalizzazione. Ma, soprattutto, ha finalmente conseguito il podio nella relativa classifica, toccando una terza posizione storica. La quale ne conferma un andamento il quale dura ormai da mesi e che, a detta di esperti ed analisti, è dovuto in particolar modo al continuo processo di aggiornamento al quale è stato sottoposto il token da parte del suo gruppo di sviluppatori.

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Un vero e proprio boom sull’onda dell’annuncio di Coinbase

Nello specifico, però, a spingere gli investitori ad acquisti massicci sarebbe stata la decisione di Coinbase. Il popolare exchange, infatti, ha incluso ADA nelle sue contrattazioni, fornendo un ulteriore avallo al progetto.
Il quale si sta avviando verso una ulteriore fase chiave della sua esistenza. Quella che dovrebbe farne uno strumento chiave all’interno della finanza decentralizzata. Attaccando di conseguenza le posizioni detenute da Ethereum. Una vera e propria missione che sembrava aleatoria sino a qualche mese fa e che, al contrario, sembra ormai nella logica delle cose.

Lo scontro tra Cardano ed Ethereum è nella logica delle cose?

Ethereum killer: in tal modo è stato indicato Cardano da più parti. Il motivo è da ricercare proprio nel fatto che ADA si propone di porre rimedio ad alcune delle magagne del progetto di Vitalik Butein. A partire dal costo troppo elevato del gas necessario per le transazioni. Tanto che grazie agli ultimi aggiornamenti, Cardano è in grado di assicurare costi irrisori rispetto a quelli della blockchain concorrente.
Un dato di fatto che potrebbe ben presto spingere molti di coloro che sono impegnati nella DeFi a spostarsi sulla rete di Cardano. Il tutto mentre già molte aziende hanno espresso l’intenzione di farlo, come è stato affermato da Charles Hoskinson, il fondatore e CEO di Input Output Global (IOG), nel corso di una recente intervista concessa a Bloomberg. In cui ha indicato in oltre cento il loro numero.

Cardano è già PoS, a differenza di Ethereum

Tra i fattori che sembrano regalare un vantaggio decisivo a Cardano, nella sfida con Ethereum, quello di cui meno si parla è forse il più rilevante in assoluto. Il progetto di Charles Hoskinson è nato proprio nel quadro di un sistema imperniato sull’algoritmo di consenso Proof-of-Stake (PoS). A differenza di Ethereum il quale ha originariamente adottato il Proof-of-Work (PoW), convertendosi solo in corsa al PoS.
Una conversione che obbliga ad un lungo lavoro di revisione, del quale non si conoscono i tempi certi. Tanto che più di un annuncio di Vitalik Buterin in tal senso è stato poi smentito dai fatti. Procurando un danno di non poco conto in termini di credibilità a Ethereum.
Di converso, Cardano non si perde in sterili annunci, va avanti come un treno, verso i suoi obiettivi. Scanditi da una roadmap in cinque fasi la quale continua a centrare il bersaglio, fase dopo fase. Tanto da aver spinto FD7, una società di investimento di Dubai, a vendere ben 750 milioni di dollari in Bitcoin in modo da poter acquistare ADA e Polkadot. E Coinbase a prendere atto del trend consentendo ai suoi clienti di dare vita a operazioni su Cardano. Come ha fatto del resto il Bloomberg Terminal.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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