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Chainalysis: i gruppi dell’alt right finanziati con BTC prima di Capitol Hill

La donazione sarebbe stata fatta da un cittadino francese

BSI fatti di Capitol Hill, con l’assalto dei gruppi di destra al Congresso degli Stati Uniti, hanno sollevato notevole scalpore in tutto il mondo. Soprattutto alla luce del fatto che hanno messo in mostra la presenza di un mondo spesso poco conosciuto, che può rappresentare un pericolo per la democrazia a stelle e strisce.
Tra i fatti che sono venuti fuori nelle ore successive all’evento, ce n’è uno che riguarda proprio il mondo della crittografia. Sollevando non pochi quesiti.

Capitol Hill - Chainalysis: i gruppi dell’alt right finanziati con BTC prima di Capitol Hill

Cos’è accaduto

Secondo la società crittografica Chainalysis, un mese prima dell’assalto al Campidoglio di Washington, i gruppi dell’alt right poi risultati implicati nel raid hanno ricevuto una forte donazione in Bitcoin. Pari a circa 522mila dollari nel momento in cui ha avuto luogo.
Tra i 22 destinatari della donazione quel Nick Fuentes il quale, pur non avendo partecipato all’assalto, è stato avvistato tra i partecipanti alla manifestazione da cui sono poi scaturiti i disordini. A lui è andato il grosso della donazione, ovvero 13,5 BTC, pari a circa 250mila dollari. L’organizzazione PBS ha indicato proprio Fuentes come colui che nei giorni precedenti ha aizzato gli estremisti. In particolare incoraggiandoli ad assumere atteggiamenti fuori dalla legge per impedire la certificazione della vittoria di Biden.
Tra gli altri beneficiati l’organizzazione anti-immigrazione VDARE, Ethan Ralph, il blog neonazista Daily Stormer, il leader dei suprematisti bianchi Patrick Casey e diversi indirizzi i cui proprietari non sono ancora identificati.

Chainalysis non ha specificato il donatore

Chainalysis non ha ancora specificato chi sia il donatore. Con il chiaro intento di non interferire coi procedimenti legali in corso. Ha però descritto l’individuo come un blogger francese il quale potrebbe essere deceduto nei giorni successivi alla donazione.
La stessa azienda non ha voluto legare la donazione ai fatti di Capitol Hill. Allo stesso tempo ha sottolineato come proprio la tempistica lasci forti sospetti in tal senso. Affermando inoltre che la nuova amministrazione Biden, proprio alla luce di questa donazione, dovrebbe monitorare con attenzione i passaggi di criptovaluta a favore di organizzazioni estremiste. Ricordando che gli strumenti per poterlo fare esistono e consistono proprio nella trasparenza intrinseca della tecnologia blockchain. La quale permette di tracciare le transazioni in tempo reale e impedire che i fondi raggiungano gruppi violenti, come quelli dell’alt right.

Il caso Dan Larimer

La denuncia di Chainalysis arriva in un momento molto particolare per il mondo della crittografia. Quello segnato dalla decisione di Dan Larimer, il quale ha abbandonato Block.one, di cui era Chief Technology Officer.
Una decisione ispirata dalla voglia di “continuare a costruire soluzioni in grado di porre basi reali per il libero mercato e tese a garantire la vita, la libertà, la proprietà e la giustizia per tutti.” Sin qui nulla di strano.
A queste parole sostanzialmente neutre, ne ha però aggiunte altre che fanno riflettere. Ovvero quando Larimer afferma in pratica di voler contribuire al varo di tecnologie più resistenti alla censura. Parole che non potevano passare inosservate nei giorni in cui Donald Trump è stato bandito da Facebook e Twitter. Come del resto Fuentes era stato a sua volta cancellato da YouTube per incitamento all’odio, negazionismo sull’Olocausto e la promozione di altre teorie del complotto. Tanto da spingere alcuni analisti a prevedere un prossimo impegno politico di Larimer. Naturalmente nelle file della destra repubblicana.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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