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Chainlink, conviene investire o tenersi alla larga?

Chainlink è una startup che ha come obiettivo quello  di risolvere un ostacolo particolarmente significativo che riguarda il trasferimento dei dati tra blockchain e mondo reale.

Il protocollo, le cui origini risalgono al settembre 2014 offre infatti una soluzione che permette alle fonti di dati indipendenti di alimentare le informazioni nei registri pubblici attraverso una rete decentralizzata. Naturalmente, negli ultimi 6 anni il progetto ha subito cambiamenti anche particolarmente rilevanti, fino ad attirare un crescente numero di investitori e permettere alla società di avere una capitalizzazione di mercato pari a 4,275 miliardi di dollari, contro i 101 milioni di dollari di due anni fa.

Tuttavia, nonostante la crescita di Chainlink come protocollo, le prestazioni del suo token LINK rimangono esposte alle dinamiche della domanda e dell’offerta tipiche dell’ecosistema criptovalutario. Il tasso di cambio LINK/USD ha raggiunto i 20,71 dollari nell’agosto 2020, e da quel punto la coppia ha sperimentato un significativo sell-off, fino a perdere il La mossa ha portato il 64% lo scorso 23 settembre.

Il crollo di LINK è stato il prodotto di un’impostazione tecnica ribassista. Come al solito, il token è rimbalzato, registrando un recupero del 79,18%. Ciononostante, è rimasto sotto pressione ribassista, poiché una combinazione di segnali tecnici e fondamentali indicavano un’estesa tendenza al ribasso tra i trader.

In particolare, uno degli elementi ribassisti di LINK nasce dal numero degli indirizzi. La rete Chainlink sta attualmente aggiungendo una media di 2.000 indirizzi ogni giorno. Nel migliore dei casi, ad agosto, il progetto ne ha integrati circa 10.000 al giorno. Questo mostra un calo dell’80 per cento che va di pari passo con la presunta disaffezione degli investitori della prima ora.

In secondo luoog, anche i solidi fondamentali a lungo termine di Chainlink sono caduti in preda a un crescente predominio dei Bitcoin nel mercato criptovalutario. Sempre più trader hanno riallocato il loro capitale in Bitcoin, credendo che la criptovaluta sarebbe stata in prima linea tra coloro che beneficeranno del secondo pacchetto di stimolo del coronavirus. Il disegno di legge è tuttavia in stallo al Congresso degli Stati Uniti dopo che i Democratici e i Repubblicani sono entrati in trattative per le sue entità.

Insomma, più di qualche nube sembra essersi concentrata sui cieli di Chainlink. Cosa succederà?

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Roberto Rais

Grande esperto di criptovalute e nostro collaboratore già da diverso tempo. Segue attivamente come Editori diversi Blog specialistici del settore criptovalute

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