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Chainlink, perché sta crescendo così tanto?

Chainlink - Chainlink, perché sta crescendo così tanto?

Chainlink sta dando vita ad una notevole crescita, in atto ormai da tempo. La rete blockchain fondata su smart contracts, infatti, nel corso delle ultime due settimane ha dato vita ad un vero e proprio rally di dimensioni inusitate, grazie al quale ha visto crescere la sua quotazione nell’ordine del 33%. Sino ad avvicinarsi al suo massimo storico, quel 5,10 dollari che era stato conseguito nel luglio dell’anno passato, prima di flettere vistosamente nel corso del famigerato Black Friday del 12 marzo.

Quali sono i fattori che possono far lievitare il prezzo di Chainlink?

Secondo gli analisti, ci sono tre ordini di fattori che potrebbero permettere a Chainlink di proseguire la sua crescita. Tali fattori sono:

  1. la forte azione rialzista dei prezzi da parte di Ether (ETH);
  2. la struttura tecnica rialzista della criptovaluta;
  3. il recente accordo tra il suo team di sviluppo e la rete di servizi Blockchain nazionale della Cina.

Il momento favorevole dei mercati

I primi due fattori sono in pratica da ricondurre al momento sostanzialmente positivo dei mercati. Dopo l’halving del 12 maggio, ovvero il dimezzamento delle ricompense spettanti ai miners di Bitcoin, ora l’attesa è in particolare per i nuovi sviluppi di Ethereum. La creazione di Vitalik Butherin si sta infatti avviando all’adozione del meccanismo di consenso Proof of Stake al posto del Proof of Work. Una mossa che sta facendo parlare gli esperti di Ethereum 2.0 e di una vera e propria rivoluzione di cui il sistema si gioverà enormemente anche in termini di quotazione.
L’attesa che si sta creando per l’evento sta quindi giovando alle Altcoin più interessanti, tra le quali appunto Link, come si può appunto vedere dalla sua crescita molto intensa.

La nuova collaborazione con la Cina

In questo quadro si va poi ad inserire il recente accordo che Chainlink ha conseguito con Blockchain Services Network (BSN), per effetto del quale l’ente cinese ha adottato la rete Oracle Chainlink allo scopo di elaborare i dati off-chain.
Nell’ambito di questa collaborazione, IRIS Network e SNZ Holding saranno anche chiamati a dare il loro contributo al supporto dell’integrazione tecnica.
Un accordo che è suonato abbastanza sorprendente, in quanto inizialmente Chainlink non rappresentava la prima scelta di BSN. A forzare la mano è stata soprattutto la presenza di una community e di un supporto i quali sono stati giudicati in maniera estremamente positiva dall’ente.
BSN è stata formata proprio di recente dal China Information Center, da China Mobile, da China Unionpay e da Red Date Technologies. Il consorzio si propone in pratica la costruzione di una rete di infrastrutture digitali grazie alle quali sarà possibile abbattere le barriere all’ingresso della tecnologia blockchain nel gigante asiatico.

Un accordo molto importante

Si tratta con tutta evidenza di un accordo estremamente importante, soprattutto a livello di immagine. Non a caso in contemporanea con l’annuncio, dato il 23 giugno, il prezzo di Chainlink ha ricominciato un movimento ascensionale molto forte. Il quale dovrebbe senz’altro proseguire nelle prossime settimane, soprattutto ove l’aria benefica che spira sui mercati dovesse mantenersi sugli attuali livelli.
Tanto da spingere Michael Van de Poppe ad affermare che non sarebbe eccessivamente sorpreso nel caso in cui link iniziasse una nuova corsa verso i 7 dollari

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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