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Circles, l’app crittografica gratuita per il reddito universale di base

Il progetto arriva dalla Germania

Quello del reddito universale di base è ormai un tema di attualità, soprattutto in un momento in cui il Covid-19 minaccia di distruggere milioni di posti di lavoro in ogni parte del globo. Anche il mondo crittografico ha quindi deciso di farsene carico. In particolare con Circles, una app gratuita la quale  promette un reddito di base erogato su Blockchain. Di cosa si tratta, precisamente?

Cattura 5 - Circles, l’app crittografica gratuita per il reddito universale di base

Circles: cos’è esattamente?

Appena lanciato sulla sidechain xDai Ethereum, Circles offre a ciascuno dei suoi utenti un reddito di base sotto forma di una criptovaluta che ha lo stesso nome. Al momento non stabilito, in via teorica il valore di un Circle va ad aumentare man mano che il numero degli utenti che utilizzano la rete cresce.
Il protocollo provvede ad inviare i token a tutti i suoi utenti ogni settimana, oltre ai 100 previsti all’atto della registrazione. Dopo questo primo passo, ogni partecipante riceverà circa 14 Circle ogni settimana, con un valore il quale dovrebbe aumentare nell’ordine del 7% ogni anno. Va però sottolineato come per poter entrare nel sistema è necessario essere presentati da almeno tre utenti già iscritti.

Circles: un progetto varato in Germania

Il progetto Circles è nato in Germania, ovvero uno dei tanti Paesi che sono stati messi in seria difficoltà dalla pandemia di Covid-19 in atto. Soltanto ora, però, è arrivato in porto dopo una lunga gestazione, durata ben sette anni.
A idearlo è stato Martin Köppelmann e l’attesa doveva essere effettivamente molto elevata, considerato come il sito predisposto per l’occasione si è letteralmente bloccato a causa dei troppi accessi che si stavano verificando. Un’attesa del tutto comprensibile proprio alla luce della particolare situazione che si sta venendo a creare.

Cos’è il reddito universale di base

Per reddito universale di base si intende una forma di sussidio che ricorda in parte il Reddito di Cittadinanza introdotto in Italia su impulso del Movimento 5 Stelle.
La differenza tra le due forme di sussidio è però abbastanza netta. Nel primo caso, infatti, non sono previste condizioni per l’accesso all’istituto. Addirittura potrebbe andare ad aggiungersi allo stipendio derivante da una attività lavorativa. L’idea è ormai vecchia di anni e ha sempre destato la contrarietà di alcuni settori riconducibili al liberismo. Al contempo ha trovato una sponda importante in personaggi come Papa Francesco e Mark Zuckerberg.

Perché potrebbe essere importante?

L’importanza del reddito universale di base è da ricercare proprio nel fatto che potrebbe permettere di reggere meglio a crisi improvvise come quella legata al diffondersi del Covid.
La sua introduzione, infatti, permetterebbe a molte persone di non avere assoluto bisogno di lavorare, rendendo meno problematica la disoccupazione che può colpire in ogni momento ognuno di noi.

L’esempio finlandese

Sinora un solo Paese ha dato vita ad un esperimento di questo genere. Si tratta della Finlandia, ove circa 2mila persone sono entrate a far parte di un programma di questo genere. Il sussidio è stato stabilito in 560 euro e i risultati sono stati giudicati molto promettenti dal mondo politico. Fugando molte delle perplessità opposte ancora una volta dai contrari.
Tanto da spingere la Spagna ad annunciare l’introduzione di un reddito universale di base che non avrà limiti temporali. Ad annunciarlo è stato  José Luis Escrivá, ministro della Sicurezza Sociale. Che ha trovato una sponda anche nella Banca Centrale Europea, in particolare nel governatore Christine Lagarde.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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