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Coin Metrics: le Privacy coin sono ancora poco utilizzate

Un report dell'azienda di analisi crittografica non sembra lasciare dubbi

Le privacy coin, ovvero le criptovalute che si propongono di regalare il massimo di riservatezza ai propri utenti, sono ancora scarsamente utilizzate. Se ne parla molto, soprattutto in relazione al fatto che possono trasformarsi in strumenti per l’economia criminale, ma alle tante parole non corrispondono i fatti. A dimostrarlo è un recente rapporto pubblicato dalla società di analisi crittografica Coin Metrics.

monero - Coin Metrics: le Privacy coin sono ancora poco utilizzate

Il rapporto di Coin Metrics

Lo studio di Coin Metrics non sembra lasciare eccessivi dubbi: le transazioni giornaliere combinate che vedono l’impiego delle tre privacy coin, Zcash, Monero e Grin, equivalgono appena al 6% di quelle collezionate da Bitcoin.
Un dato il quale suona abbastanza sorprendente alla luce del fatto che esse si propongono di garantire profili di riservatezza tali da sfiorare l’anonimato. Una caratteristica che pure, secondo molti esperti avrebbe dovuto sospingerne l’impiego. A quanto pare, la realtà è invece cosa molto diversa dalla teoria. Almeno per ora.

Gli utenti normali non sono interessati alla privacy

Sembra quindi che gli utenti normali non siano assolutamente interessati alla sbandierata privacy, ma ad altre caratteristiche delle monete virtuali. A partire dal carattere speculativo e dalla possibilità di utilizzarle nelle transazioni, online e offline. Reputate molto più importanti dell’asserita riservatezza delle transazioni.
Tanto da snobbare proprio le funzionalità in grado di assicurare privacy dei loro token. ZCash, ad esempio, offre al riguardo zk-SNARK, un sistema il quale permette di nascondere non solo le cifre transate, ma anche l’identità di chi effettua l’operazione. Eppure appena il 2% di chi lo utilizza, sfrutta tale opportunità.

Perché il disinteresse verso le privacy coin?

Come mai, ad onta della grande attenzione posta da sviluppatori ed esperti sul tema, gli utenti sembrano disinteressati alla riservatezza? Una prima spiegazione può essere data dal fatto che non pochi exchange stanno procedendo al ban di questi token. Come sta accadendo in Australia per Monero, in quanto violerebbe le leggi locali. Un destino che presto potrebbe allargarsi alle altre privacy coin.
La spiegazione più logica, però, potrebbe essere proprio la più semplice. Ad essere interessati alla privacy possono essere coloro che hanno intenzione di nascondere il proprio operato. In particolare, quindi, criminalità più o meno organizzata o persone le quali svolgono attività ai confini tra lecito e illecito. Categorie molto limitate numericamente e che, come confermano altri rapporti, preferiscono utilizzare il Bitcoin nelle proprie transazioni. Proprio BTC, contrariamente a quanto si era sostenuto qualche anno fa, continua ad essere la moneta virtuale preferita sul Dark Web. Un feeling derivante dalla sua diffusione, molto più larga, e dalla facilità dei processi in cui viene impiegato.

L’offensiva contro l’anonimato

Inoltre proprio l’offensiva contro l’anonimato inaugurata dalle istituzioni finanziarie nazionali e sovranazionali sembra dare i suoi frutti. Come dimostra appunto il caso degli exchange, costretti a tenerne conto per non rischiare provvedimenti giudiziari. Tanto da ipotizzare il delisting di Monero, ZCash e Grin, oltre naturalmente ad uniformare le proprie regole alla nuova legislazione KYC (Know Your Client) e AML (Anti Money Laundering).
L’atmosfera che si è creata spinge di conseguenza molti utenti crittografici a indirizzarsi verso i token meno problematici da questo punto di vista. E quelli che utilizzano le privacy coin a non sfruttare quelle funzionalità che potrebbero aiutare a conseguire l’anonimato. Una tendenza destinata a rafforzarsi sempre di più nell’immediato futuro.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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