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Cosa sono i security token e perché sono importanti

Andy Warhol - Cosa sono i security token e perché sono importanti

Sono sempre di più le aziende che ricorrono ai cosiddetti security token, per mettere al riparo i loro investimenti ed evitare di essere vittime di truffe. Una esigenza sempre più avvertita nel mondo finanziario e, in particolare, degli asset digitali, in quanto proprio questo strumento è in grado di aiutare un aspetto fondamentale come la raccolta di fondi a favore delle aziende che intendano esordire sui mercati tramite una ICO (Initial Coin Offering). Andiamo dunque a vedere più nel dettaglio di cosa si tratti e perché la loro utilità sia abbastanza evidente.

Cosa sono i security token

Chi investe in un progetto, senza ricorrere all’intermediazione delle banche di investimento o delle borse valori, vuole avere la sicurezza che il suo investimento non corra pericoli. Per ricavarla sono necessari strumenti all’altezza della situazione. Un veicolo per la raccolta di fondi in grado di offrire garanzie in tal senso è rappresentato appunto dai security token e a conferire loro questa caratteristica è proprio la supervisione da parte degli organismi di regolamentazione come la SEC americana o la Finma Svizzera.
Utilizzando strumenti tokenizzati e sicuri, gli investitori non devono fare altro che concentrarsi sul successo finanziario dell’azienda prescelta, senza preoccupazioni aggiuntive

A cosa servono security token

In pratica, i security token sono in grado di garantire alle aziende un modo molto efficace di ricavare capitali da un pool di investimenti più ampio di quanto sia possibile seguendo altri percorsi.
Altra caratteristica di non poco conto è poi rappresentata dalla possibilità di permettere l’accesso al mercato anche di soggetti che magari non hanno grandi liquidità da spendere. A renderlo possibile è la proprietà frazionata. In pratica l’emittente va a determinare le quote di tale proprietà, fornendo la possibilità a chiunque di possedere magari un pezzo di un immobile di prestigio a Londra o a Roma, solo per quanto riguarda il mercato degli immobili. Oppure di un quadro di Monet o Picasso, per citare un altro settore, quello delle opere d’arte, in cui l’accesso era sino ad oggi riservato solo a grandi investitori. Anche la proprietà immobiliare o l’opera d’arte più costosa, una volta tokenizzata in questo modo, può essere divisa in porzioni alla portata di chiunque.
Anche dal punto di vista del proprietario di un immobile o di un’opera d’arte importante, il vantaggio è del tutto evidente. Se prima era complicato trovare persone interessate, proprio per l’impegno finanziario comportato da simile operazione, ora è più facile trovare pool di investitori che dovranno sostenere un impegno meno rilevante.

Un caso recente security token

Come abbiamo visto, quindi, i security token rappresentano uno strumento in grado di regalare sicurezza a chi vuole investire senza intermediazioni costose, ma anche di permettere l’accesso a settori sinora esclusivo oggetto di caccia di grandi investitori, come il mercato delle opere d’arte.
Un esempio in tal senso è stato offerto proprio di recente da “14 Small Electric Chair”, un dipinto prodotto da Andy Warhol nel 1980. L’opera d’arte, considerata una vera e propria icona, è stata infatti tokenizzata e offerta per proprietà frazionata dalla galleria d’arte decentrata Mecenate. Un esempio che sarà presto seguito da altre istituzioni similari, permettendo in tal modo a un gran numero di piccoli investitori di trovare uno sfogo alla loro voglia di guadagnare.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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