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Dan Schulman spiega le motivazioni che hanno spinto PayPal ad abbandonare Libra

Il progetto Libra sembra destinato a far parlare molto di sé, proprio in considerazione di tutto quello che sta avvenendo a margine del previsto lancio della nuova moneta digitale di Facebook.
Tra le questioni che hanno fatto parlare molto nelle settimane passate c’è anche quella relativa alla decisione di abbandonare il progetto da parte di alcuni dei partner che avevano espresso il loro favore in precedenza. Tra i brand che hanno deciso in tal senso c’è anche PayPal, una delle prime a farlo in ottobre e ora proprio dall’interno dell’azienda arriva una prima spiegazione delle motivazioni alla base della defezione.

Le dichiarazioni di Schulman

In una intervista concessa a Fortune.com, il CEO di PayPal, Dan Schulman ha affrontato anche il tema relativo alle motivazioni che hanno portato l’azienda da lui condotta a rinunciare al progetto Libra, premettendo che la decisione, la quale potrebbe anche essere momentanea, non è da considerarsi come un atto di guerra, ma è dovuta ad una serie di considerazioni fatte all’interno di PayPal.
In particolare, Schulman ha affermato che si tratterebbe della logica conseguenza della volontà di concentrare tutti gli sforzi del gruppo sui propri progetti, senza sprecare risorse che potrebbero essere utili in tal senso.
In pratica PayPal starebbe portando avanti piani di sviluppo incentrati sulla tecnologia blockchain e ha preferito quindi concentrarsi totalmente su di essi, basando questa decisione su una semplice constatazione: sganciandosi da Libra i progetti di inclusione finanziaria su cui sta lavorando potrebbero dare risultati molto prima che rimanendo all’interno del progetto di Facebook.

I dubbi lasciati dalle dichiarazioni di Schulman

Veramente la guerra tra Facebook e la politica, in particolare quella statunitense, non ha inciso sulla valutazione di PayPal? In effetti sembra difficile crederlo, proprio perché non è stata l’unica grande impresa a lasciare la nave nei giorni in cui lo scontro tra l’azienda di Mark Zuckerberg e il Congresso ha raggiunto toni molto aspri. Sembra molto più probabile che PayPal abbia fiutato l’aria e piuttosto che mettersi contro le istituzioni politiche e monetarie degli Stati Uniti abbia deciso di sganciarsi da un progetto che in fondo non è assolutamente decisivo per le sue fortune future, prima che il conflitto potesse inasprirsi.

E se PayPal pensasse ad una sua valuta digitale?

Le parole pronunciate da Schulman più che chiarire, però, sembrano destinate ad ingarbugliare la questione relativa alla rinuncia di PayPal. Alcuni analisti, infatti, hanno preso spunto dalle dichiarazioni per affermare che la voglia di concentrare tutti gli sforzi al proprio interno per progetti relativi alla blockchain, sarebbe da ricondurre proprio all’intento di dare vita ad una criptovaluta da utilizzare all’interno del proprio circuito di pagamenti.
Un progetto di cui si era molto parlato nel passato e poi inabissatosi all’improvviso. Alla stregua di un fiume carsico, però, la moneta virtuale di PayPal potrebbe ora riapparire in superficie. Una tesi intrigante, ma che per ora non sembra d’attualità secondo molti altri addetti ai lavori, che fondano la loro tesi proprio sulla diffusa ostilità che il mondo politico a stelle e strisce continua a riservare nei confronti di tutti i progetti i quali potrebbero andare ad intaccare il potere imperiale del dollaro.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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