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Dash: lavori in corso per la rete

Le modifiche sono state annunciate il 30 settembre

Dash è una delle privacy coin più note e utilizzate in assoluto, insieme a Monero, Grin e Zcash. Proprio per cercare di migliorare la sua offerta di riservatezza ha dato il via ad una serie di test tesi a migliorare la sua economia di rete.
Le modifiche in corso sono state annunciate da Dash Core Group, il gruppo di lavoro deputato allo sviluppo del token. Il quale ha provveduto a pubblicizzare, il 30 settembre, i mutamenti che sono state apportati al meccanismo di consenso proof-of-stake (PoS) su cui si fonda il sistema.
Un annuncio il quale ha naturalmente destato molta curiosità, non solo da parte della comunità radunatasi intorno al progetto.

Dash coin - Dash: lavori in corso per la rete

L’annuncio degli sviluppatori di Dash

In particolare, gli sviluppatori di Dash hanno utilizzato Medium per lanciare l’annuncio relativo al rilascio dei binari di Dash Core v0.16.0.1, i quali sono ora pronti per la distribuzione sulla mainnet da parte degli operatori di nodi. Ricordando al contempo come l’aggiornamento sia obbligatorio per sia per i miners che per i masternode.

Dash: quali sono le modifiche apportate?

I test messi in campo hanno prodotto un aggiornamento della rete grazie al quale è stato possibile migliorare l’ecosistema di Dash in diversi aspetti.
In particolare sono stati varati nuovi metodi tesi a confermare il software appropriato del titolare del masternode ed è stata migliorata l’interfaccia utente del wallet. Non potevano mancare naturalmente migliorie in materia di privacy, che è in fondo la caratteristica che rende speciale Dash. Le quali hanno interessato soprattutto PrivateSend, l’opzione di miscelazione delle monete non custodite del progetto.

Le modifiche al sistema delle ricompense

Un altro aspetto molto delicato è stato poi affrontato nella fase di prova, ovvero quello relativo al sistema delle ricompense in blocco. Le quali sono state riallocate con l’intento di migliorare in maniera decisiva l’economia di Dash.
Naturalmente resta ora da verificare se il nuovo sistema del token costituisca realmente un avanzamento rispetto al progetto originale, anche in considerazione della naturale curiosità del mercato per una criptovaluta che si propone di regalare massicce dosi di riservatezza ai suoi utenti. E che proprio per questo motivo è da tempo oggetto di attenzione anche da parte delle autorità.
Attenzione la quale potrebbe provocare non pochi problemi a Dash, soprattutto se anche ad esso fosse riservato lo stesso trattamento messo in campo per Monero.

Privacy coin nel mirino

Come ricordato all’inizio, le privacy coin si propongono di regalare robuste dosi di riservatezza a chi le utilizza. Una caratteristica che ha fatto di Dash il carburante ideale per le transazioni che avvengono sui mercali illegali del Dark Web. Quelli dove giorno dopo giorno avvengono i traffici di droga, armi ed esseri umani.
Anche se rapporti degli ultimi mesi affermano il ruolo del tutto trascurabile di Dash in questi traffici, il token continua ad essere guardato con grande sospetto dalle autorità di contrasto alle pratiche illegali che hanno luogo sulla rete.
E Dash, come Monero, potrebbe presto essere oggetto di un’offensiva tesa a stroncarne l’utilità in tal senso. In particolare costringendo gli exchange ad escluderlo dalle proprie contrattazioni, sulla base delle normative KYC (Know Your Customer) e AML (Anti Money Laundering). Una minaccia che, a quanto sembra, per ora non ha smosso il gruppo di lavoro di Dash, almeno a giudicare dall’attenzione ancora una volta riservata ai profili di privacy.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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