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Dash, Monero e ZCash: è il momento delle privacy coin

Dash coin - Dash, Monero e ZCash: è il momento delle privacy coin

Una delle tendenze che si vanno affermando sul mercato delle criptovalute è la crescita delle cosiddette privacy coin. Di cosa si tratta? In pratica di quelle monete virtuali che da sempre propongono livelli di riservatezza molto più alti rispetto alle divise concorrenti.
Una caratteristica che le ha spesso penalizzate in termini di reputazione, ma che è invece vista con sempre maggiore interesse dagli investitori. Con ottimi risultati in termini di capitalizzazione sui mercati finanziari.

Dash sta trainando il gruppo

La privacy coin che si sta facendo notare maggiormente in questo periodo è Dash. Dall’inizio dell’anno ha infatti messo a segno un rialzo nell’ordine dell’80%, che sembra destinato a proseguire anche nei prossimi mesi.
Per effetto di questo trend Dash si è attestato al momento al 20° posto della classifica delle criptovalute più capitalizzate, con ampi margini di miglioramento secondo gli analisti. Un comportamento che ha spinto anche eTorox ad aggiungerlo al suo paniere di monete virtuali.

ZCash  in grande crescita

Anche ZCash ha fatto registrare notevoli rialzi nel corso del nuovo anno. Se è ancora abbastanza attardata nella classifica generale, trovandosi al 26° posto, ZEC ha comunque fatto registrare un notevole +30% nel lasso di tempo preso in considerazione.
Ancora più ragguardevole in considerazione del fatto che alla fine dell’anno passato è stata approvata una riforma relativa al mining, le cui ricompense vanno ora solo per l’80% ai minatori, con un 8% destinato a finanziare i piani di sviluppo, il 7% alla Electric Coin Company e il rimanente 5% alla Zcash Foundation.

Monero si avvia verso l’anonimato?

La terza privacy coin in grande crescita è probabilmente anche la più discussa del momento. Si tratta infatti di Monero, per la quale si vocifera ormai da tempo di piani tesi ad aumentare in maniera ancora più rilevante i già notevoli livelli di privacy.
Una scelta che se da un lato è molto gradita dagli utenti e dagli investitori, con una crescita del 20% dall’inizio dell’anno, dall’altro sembra destinata a rafforzare la discutibile fama di XMR. Una fama derivante in particolare dal fatto che ormai da anni Monero è la criptovaluta più utilizzata sul Dark Web, ovvero la parte di Internet ove avvengono le transazioni illegali, in particolare quelle riguardanti droga e armi.
Il suo 14° posto nella classifica generale potrebbe essere ulteriormente migliorato nei prossimi mesi, proprio in considerazione dei miglioramenti previsti in tema di privacy.

Privacy coin: un parere controcorrente

Come abbiamo ricordato, il tema della privacy è abbastanza controverso. Secondo molti esperti di cybersicurezza le privacy coin sono un vero e proprio propellente per l’economia illegale. Un punto di vista che sembra sposare le tesi di una parte della finanza tradizionale, che accusa BTC e Altcoin di essere nulla più di un mero strumento per ripulire capitali sporchi e foraggiare operazioni al di fuori del recinto legislativo.
Una tesi che, però, viene avversata da Jonathan Levin, cofondatore e CSO di Chainalysis. Il quale afferma che un totale livello di trasparenza non rappresenta la scelta ideale per le transazioni che prevedono l’impiego di asset digitali.
Secondo lui, infatti, se il completo anonimato apre le porte ad attività illecite che, per definizione, non possono essere investigate, la trasparenza completa significa zero privacy. Occorre quindi riuscire a trovare un punto di equilibrio in cui non sussistano né il completo anonimato, vera e propria istigazione a operare illecitamente, né la completa trasparenza, che si tramuterebbe in un potenziale danno per i soggetti interessati.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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