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David Sønstebø ha lasciato la IOTA Foundation

La decisione era nell'aria ormai da tempo

David Sønstebø ha lasciato la IOTA Foundation. A darne l’annuncio è stata la stessa fondazione, la quale ha anche provveduto a chiarire come alla base della decisione ci sia il divergere dei rispettivi interessi. Un divaricarsi di posizioni che, a quanto sembra, non era più possibile ignorare.

IOTA - David Sønstebø ha lasciato la IOTA Foundation

Cosa è IOTA

David Sønstebø ha fondato IOTA nel 2015. Il suo progetto prevedeva una blockchain altamente scalabile la quale mirava a registrare, archiviare ed eseguire transazioni tra più dispositivi elettronici, quelli che vengono solitamente indicati come IoT (Internet of Things). I token IOTA nativi del progetto erano incaricati di fungere da carburante per ognuna di queste transazioni.
Se IOTA è una piattaforma open source alla quale qualsiasi sviluppatore può apportare il suo contributo in termini di lavoro e idee, la IOTA Foundation è stata creata nel corso del 2018 con il fine di supervisionare la ricerca, l’istruzione e la standardizzazione della tecnologia. Esplorando in ultima analisi i diversi modi in cui il progetto potrebbe relazionarsi con il mondo reale.

Perché il dissidio con David Sønstebø è diventato insanabile

Con il trascorrere del tempo, però, le posizioni del fondatore e della fondazione, di cui fanno parte 120 membri, hanno iniziato a divaricarsi sempre di più. In particolare Sønstebø ha portato avanti una visione la quale non era condivisa da IOTA Foundation, allargando il fossato. Sino a renderlo in pratica non più colmabile.
Come è stato reso pubblico dalla separazione tra le controparti. La quale ha ridotto a due persone il team di sviluppo originale del progetto. Nel corso del 2019 anche Sergey Ivancheglo, il quale ha lavorato con la squadra nel 2015, aveva deciso di lasciare con una mossa controversa. Arrivando peraltro a chiedere le dimissioni di Sønstebø.

L’eccessiva centralizzazione della rete IOTA

Va anche ricordato che la stessa IOTA Foundation non è stata risparmiata da critiche, nel corso degli ultimi anni. A partire da quelle esternate da Carlson-Wee, fondatore del fondo crittografico Polychain Capital. Il quale aveva denunciato nel corso del 2019 l’eccessiva centralizzazione della rete IOTA. Argomentando la sua denuncia con la detenzione dei suoi nodi coordinatori, chiamati a gestire e approvare le transazioni sulla rete, da parte di un’unica entità, proprio la fondazione. Una situazione tale da preparare le basi per il fallimento del progetto.

La risposta di IOTA Foundation alle critiche di Carlson-Wee

Le critiche di Carlson-Wee hanno poi trovato una parziale risposta da parte di IOTA Foundation, con il rilascio di un aggiornamento, denominato “Hornet”. Scritto nel popolare linguaggio di programmazione Go, il software ha dimostrato la sua validità nel corso di uno stress test il quale ha impegnato 150 nodi. Il quale ha dato vita ad un aumento notevole nel disbrigo delle transazioni, che hanno raggiunto il numero di 650 al secondo. Con un consumo di memoria limitato ad appena un decimo rispetto a quello reso necessario dal al vecchio software utilizzato da IOTA, ovvero IRI.

Prosegue il lavoro per eliminare il Coordinator

L’addio di Sønstebø avviene sullo sfondo del lavoro che dovrà infine culminare nella rimozione del Coordinator. Ovvero il singolo nodo il quale attualmente sovrintende al funzionamento della rete e che può essere rimosso temporaneamente dalla fondazione, fermando il funzionamento della rete.
Il Coordicide, che permetterà di bypassare questa strozzatura, dovrebbe entrare in funzione il prossimo anno, eliminando in tal modo il maggior elemento di centralizzazione della rete e le conseguenti accuse.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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