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Dogecoin, alcuni motivi della sua clamorosa crescita

Se nelle ultime ore Dogecoin è ripiegato a quota 0,29 dollari, la sua clamorosa impennata sino a 0,45 ha messo nuovamente a soqquadro lo spazio crittografico. Spingendo molti osservatori ad interrogarsi su dove potrebbe effettivamente arrivare il meme coin nei prossimi mesi.
Se non sembrano esserci dubbi sul fatto che proseguirà la sua crescita, la prospettiva sta mutando e assumendo proporzioni sempre più rilevanti. Tanto da spingere alcuni a indicare una notevole rassomiglianza tra la creazione di Billy Marcus e Jackson Palmer e il Bitcoin.

Dogecoin - Dogecoin, alcuni motivi della sua clamorosa crescita

Dogecoin sulle orme di Bitcoin?

Per molti esperti di criptovalute, Dogecoin rappresenta in effetti un vero e proprio mistero. Reso tale dal fatto che il token attrae un gran numero di persone, senza però avere caratteristiche tecniche di spicco o l’utilità evidente di altri progetti. In pratica si tratta di un vero e proprio fenomeno di costume.
Anche di Bitcoin, però, si può dire la stessa cosa. La regina delle criptovalute, infatti, sin dall’inizio è stata gravata da notevoli difetti tecnici, a partire dalla lentezza e dall’eccessivo costo delle transazioni. Nonostante ciò BTC è stato adottato da un gran numero di persone, mentre altri token si sono dovuti accontentare delle briciole, o quasi. Un punto di contatto non indifferente, che spinge alcuni osservatori a mettere in campo una ipotesi che qualche mese fa sarebbe apparsa alla stregua di un delirio: Dogecoin potrebbe essere il nuovo Bitcoin?

Il caso Conagra Brands

Per capire meglio cosa stia accadendo intorno a Dogecoin, può rivelarsi utile dare un’attenta occhiata alle vicende di Conagra Brands. Si tratta di una azienda di alimenti confezionati di stanza a Chicago, che possiede molti marchi di spicco del settore, tra cui Slim Jim, Hunt’s Tomatoes e Marie Callender’s.
Di recente, l’azienda ha dato vita ad una notevole performance in termini di crescita, dimostrata del resto dagli utili collezionati e ricordati nell’ultima relazione sui conti aziendali. A farlo è stato l’amministratore delegato, Sean Connolly, affermando che un ruolo chiave in questo successo è stato recitato dal coinvolgimento della comunità di Dogecoin. La quale si è attivata su Twitter a sostegno di Slim Jim, aiutando la società a battere la concorrenza. Un modus operandi che è il vero punto di forza di Dogecoin e che continuerà ad esserlo nel futuro.

Scherzo dopo scherzo, Dogecoin è diventato una cosa seria

Dogecoin è nato alla stregua di uno scherzo, come del resto evidenziato dal suo design, che ritrae un cane Shiba Inu. Lo spirito giocoso è tuttora il tratto distintivo dei sostenitori del meme coin. Nel frattempo, però, lo scherzo ha assunto proporzioni sempre più grandi. Tali da trasformarlo in un affare estremamente serio.
Lo dimostrano del resto le cifre in gioco. Ormai DOGE vanta una capitalizzazione di mercato pari a svariate decine di miliardi di dollari. La domanda che si pongono alcuni è, a questo punto, cosa potrebbe accadere nel caso in cui dovesse scoppiare alla stregua di una delle ricorrenti bolle che hanno devastato il mondo finanziario nel corso degli ultimi anni.
Una ipotesi che sembra però, almeno al momento, del tutto campata in aria. Proprio alla luce del fatto che ormai Dogecoin rappresenta quasi un atto di fede, per un numero sempre crescente di fans e investitori. Anche se la sospirata decentralizzazione è ancora un’utopia, alla luce del fatto che la stragrande maggioranza dei token è in poche mani.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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