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Dogecoin cresce del 121% in sole 24 ore

Prosegue il momento favorevole per il token preferito da Elon Musk

Se il Bitcoin sta naturalmente calamitando lo sguardo degli osservatori e gli appetiti degli investitori, con la sua forte crescita, si può dire che l’intero settore delle criptovalute sta approfittando della spinta propulsiva evidenziata dalla creazione di Satoshi Nakamoto.
A partire da Dogecoin, il token caro a Elon Musk, il quale è riuscito a crescere del 121% nel corso di appena 24 ore. Confermando in tal modo le sue notevoli potenzialità. Rese tali da un gran numero di supporter i quali non si risparmiano assolutamente quando viene richiesto il loro contributo alla crescita del progetto.

Dogecoin - Dogecoin cresce del 121% in sole 24 ore

A crescere non è solo Bitcoin

La crescita di Bitcoin non sta avvenendo a discapito delle Altcoin. Anzi, si può dire che proprio l’attenzione attirata da BTC si stia rivelando benefica per l’intero settore crittografico, come del resto dimostra la crescita di molte realtà alternative. Tra le quali Dogecoin, il token che raffigura un cane Shiba Inu e nato alla stregua di una vera e propria beffa.
Se gli intenti di partenza erano scherzosi, i risultati si sono rivelati però assolutamente notevoli. Anche grazie all’appoggio di Elon Musk, il quale ha affermato ripetutamente di ravvisare in questo progetto grandi possibilità di crescita. Un appoggio che ha permesso al token di crescere del 441% nel corso degli ultimi dodici mesi. Unendosi a quello dei tanti che hanno deciso di supportare anche le iniziative benefiche che hanno visto protagonista Dogecoin nel corso degli ultimi anni. A partire dalla raccolta di 50mila dollari nel 2014, tesa a consentire alla squadra giamaicana di bob per renderne possibile la partecipazione alle Olimpiadi invernali del 2014. O i 30mila raccolti per la costruzione di un pozzo in Kenya.

Dogecoin: uno scherzo che sta diventando una cosa seria

Creato nel 2013, ad opera di Billy Marcus e Jackson Palmer, DOGE ha presto iniziato a calamitare grandi attenzioni, proprio per la vena ironica che ha subito messo in evidenza. La quale gli ha permesso di radunare intorno a sé una vasta e composita comunità che non si è fatta pregare per sostenerne la crescita. E nella quale si è presto distinto Elon Musk, il fondatore e CEO di Tesla. I suoi ripetuti outing a favore di Dogecoin non potevano certo passare inosservati e, anzi, hanno reso sempre più popolare il progetto. Con tutta evidenza anche agli occhi degli investitori, gli stessi che ormai sono abituati a seguirne le indicazioni. Tanto da spingere la stessa comunità ad indicarlo come ideale CEO del token. Un ruolo che scherzosamente Musk ha esibito a lungo sul suo profilo Twitter.

Dove può arrivare Dogecoin, nel futuro?

Naturalmente la crescita di Dogecoin ha spinto molti osservatori a chiedersi dove potrà arrivare nel futuro il token. Una domanda cui in effetti non è facile rispondere, almeno al momento.
DOGE, infatti, non è il frutto di un progetto avveniristico e non risponde a particolari necessità del mercato o della vita di tutti i giorni. Al momento si regge in pratica sulla vena ludica di una comunità la quale non sembra prendersi molto sul serio. Un numero crescente di persone, però,  le quali sembrano disposte ad accompagnarla con assoluta fedeltà, come dimostra la continua crescita della sua quotazione, ormai arrivata a quasi 1,6 miliardi di dollari. Tanto da installarlo al ventesimo posto nella classifica redatta da CoinMarketCap, con ampi margini di miglioramento.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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