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Dollaro digitale: Jared Kushner ci ha provato, senza successo

Il genero di Donald Trump non ha però trovato una sponda nell'ex presidente

L’ormai prossimo debutto dello yuan digitale, previsto in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Pechino, sembra destinato a rinfocolare la discussione sul dollaro virtuale. Soprattutto alla luce di quanto sta emergendo negli Stati Uniti in relazione ai tentativi in tal senso di Jared Kushner, consigliere speciale e marito di Ivanka Trump, la figlia dell’ex inquilino della Casa Bianca.

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I tentativi di Jared Kushner sul dollaro digitale

Jared Kushner ha provato a convincere Donald Trump sull’opportunità di un dollaro digitale. E’ quanto sta emergendo dalla lettura dei cosiddetti file Mnuchin, ovvero i documenti relativi all’operato del Segretario al Tesoro. Ottenuti da CoinDesk attraverso una richiesta del Freedom of Information Act (FOIA), i documenti in questione, oltre 250 pagine, fanno luce su una lunga serie di questioni. Tra le quali, appunto la politica dell’amministrazione Trump sul dollaro digitale.
Dalla documentazione emerge molto chiaramente il ruolo assunto da Jared Kushner nel tentativo di convincere i vertici finanziari sull’opportunità di dare una risposta concreta allo yuan digitale. Senza però minimamente smuovere l’amministrazione.

L’e-mail inviata da Kushner a Mnuchin

In particolare, dai file Munchin emerge una comunicazione di posta elettronica dal titolo emblematico: valuta digitale statunitense. Inviata il 28 maggio 2019 da Jared Kushner, al segretario al Tesoro Steven Mnuchin, la missiva partiva da un link a un post pubblicato sul blog di Sam Altman, ex numero uno di Y Combinator, ovvero l’incubatore di startup della Silicon Valley.
Il contenuto non lascia dubbi sull’intento del genero di Trump. Kushner, infatti sollecitava Mnuchin a rendersi disponibile per un brainstorming dedicato ad una eventuale CBDC a stelle e strisce. A giudicare da quanto accaduto in seguito, però, la sua idea non sembra essere stata accolta positivamente dalla controparte.

Il Digital Dollar Project

L’idea di un dollaro digitale non è certo nuova. Ha anzi fatto da base al varo di Digital Dollar Project, una collaborazione tra Digital Dollar Foundation e Accenture. Il progetto, in particolare, prevedeva un’esplorazione relativa alla possibilità di dare vita ad una Central Bank Digital Currency.
Il progetto ha avuto come motore Chris Giancarlo, ex componente della CFTC (Coomodity Futures Trading Commission) ed è sfociato nella pubblicazione di un White Paper. Dopo di allora, però, non se n’è più parlato molto. Anche perché l’interesse già non elevatissimo dell’amministrazione Trump è stato seguito dal sostanziale disinteresse di quella Biden.
Un disinteresse il quale, però, rischia di lasciare indifesi gli Stati Uniti di fronte all’ormai prossima offensiva dello yuan digitale. La valuta digitale di Pechino, secondo non pochi osservatori, anche statunitensi, rischia di mettere seriamente in pericolo la leadership globale di Washington.

Il nervosismo inizia a serpeggiare negli Stati Uniti

Con l’approssimarsi dei giochi invernali di Pechino, negli Stati Uniti ha iniziato a montare un notevole nervosismo. Alcuni settori della politica, infatti, sembrano aver capito il pericolo rappresentato dallo yuan digitale. A partire da Cynthia Lummis, nota come fervente sostenitrice del Bitcoin. Insieme ai colleghi Martha Blackburn e Roger Wicker, la senatrice repubblicana eletta nel Wyoming ha inoltrato una richiesta abbastanza provocatoria. Ovvero il divieto agli atleti statunitensi che parteciperanno alla kermesse di utilizzare lo yuan virtuale.
La richiesta è stata inoltrata al presidente del Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti e fa capire come il timore inizi a serpeggiare dalle parti di Washington. Il problema è che non basteranno diktat di questo genere per contrastare l’operazione di Pechino. Anche se venisse ora accolta l’idea del Digital Dollar Project, però, il ritardo accumulato dagli Stati Uniti è troppo ampio.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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