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Donald Trump: lo yuan digitale è una minaccia per il dollaro

L'ex presidente torna a parlare di criptovalute

Donald Trump è un grande sostenitore del dollaro. In difesa del quale è sceso più volte per contrastare quelle criptovalute le quali, secondo lui, rappresenterebbero una minaccia per la moneta sovrana degli Stati Uniti.
Nella sua ultima dichiarazione pubblica, però, il discusso ex inquilino della Casa Bianca ha preso di mira lo yuan digitale, ovvero la CBDC (Central Bank Digital Currency) di Pechino.
Lo ha fatto nel corso di un’intervista concessa a Adam Shapiro di Yahoo Finance il passato 5 ottobre. Indicandolo come un grande pericolo per il potere imperiale del biglietto verde. Un giudizio del resto condiviso da molti, proprio alla luce delle implicazioni che l’ormai imminente esordio della criptovaluta cinese comporterebbe.

Donald Trump - Donald Trump: lo yuan digitale è una minaccia per il dollaro

Donald Trump e le criptovalute

Lo yuan digitale è soltanto l’ultimo bersaglio della vis polemica del tycoon. Il quale nel passato ha più volte espresso il suo parere tutt’altro che positivo sul Bitcoin, nella sua veste di grande sostenitore del dollaro. Che non vorrebbe veder messo in pericolo da altre valute o dalle decisioni del governo.
Come è accaduto secondo lui dopo il recente ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan o in occasione del tremendo spettacolo fornito agli occhi del mondo con il brutale trattamento delle forze dell’ordine nei confronti di coloro che cercavano di entrare nel Paese dalla parte del confine con il Messico.
Politiche le quali, però, non sembrano in effetti discostarsi da quelle che hanno caratterizzato i quattro anni della sua amministrazione. Era stato proprio lui, infatti, a proporre la risoluzione per il ritiro da Kabul. Oltre a dare vita a politiche sull’immigrazione che non avevano certo contribuito alla popolarità di Washington.

L’intervista di Trump a Fox Business

Ancora più dura nei confronti delle criptovalute è stata però l’intervista rilasciata negli ultimi giorni di agosto a Fox Business. In quella occasione, infatti, l’ex Presidente ha bollato il denaro digitale alla stregua di un potenziale disastro sull’orlo del collasso. Aggiungendo che potrebbe essere una presa in giro, tanto che nessuno sa cosa sia in effetti.
Parole ancora una volta molto dure, che dimostrano una risoluta avversione per un tema che Trump evidentemente conosce poco. Anche se, a sorpresa, proprio nel corso dell’intervista rilasciata ad Adam Shapiro si è spinto ad affermare che anche gli Stati Uniti dovrebbero prendere in considerazione l’idea di lanciare un dollaro digitale.

Ken Griffin a rinforzo dell’ex presidente

Alle parole di Donald Trump hanno peraltro fatto eco, nel corso di queste ore, quelle attribuite a Ken Griffin. Il miliardario, gestore dell’hedge fund Citadel LLC, ha infatti dichiarato all’Economic Club of Chicago che le criptovalute rappresenterebbero un vero e proprio segnale jihadista. Emesso da chi non crede nel dollaro.
Un giudizio estremamente duro e tale da suscitare una certa sorpresa. Anche perché arriva da un personaggio che non sembra intenzionato a rinunciare a far soldi anche con il denaro digitale. Se infatti il suo fondo non ha ancora mosso passi concreti in tal senso, è solo perché ancora non è stata emanata una regolamentazione in grado di dare sicurezze agli investitori. Affermando implicitamente che non appena arriveranno segnali in tal senso Citadel investirà in criptovalute.
Non si riesce a capire però, in tal caso, perché il suo fondo sarebbe escluso dal novero di coloro che danno segnali jihadisti. L’ennesima contraddizione in una finanza tradizionale che prima utilizza toni durissimi verso l’innovazione finanziaria, per poi mutare completamente il suo atteggiamento. Come del resto hanno fatto di recente personaggi come Jamie Dimon, George Soros e Ray Dalio.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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