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El Salvador, i Bitcoin stanno sparendo dai wallet di molti cittadini

Da Nayib Bukele non arrivano per ora risposte alla questione

Cosa sta accadendo in El Salvador? Dal piccolo Paese centroamericano, noto per aver proclamato il corso legale del Bitcoin, le ultime notizie relative alla questione sono in effetti abbastanza preoccupanti. Starebbero infatti sparendo i token depositati in molti dei wallet detenuti da singoli cittadini, almeno stando a quanto affermato dall’utente El Comisionado su Twitter.
Una tesi supportata peraltro da The New Scientist, secondo il quale lo stesso El Comisionado avrebbe già raccolto notizie relative a eventi simili presso altre 50 persone, i cui Bitcoin sarebbero scomparsi inspiegabilmente dai portafogli elettronici Chivo. Secondo la pubblicazione, il governo salvadoregno non avrebbe sinora fornito alcuna spiegazione al riguardo.

The New Scientist: il governo non riconosce l’errore

Il governo non risponde e non riconosce l’errore: questo è quanto dichiarato da The New Scientist. Affermazione che non dovrebbe destare stupore, alla luce delle tendenze autoritarie di Nayib Bukele. Una mancata risposta tale da sollevare non pochi dubbi, considerato come le prime segnalazioni risalgono ormai a mesi fa, senza mai avere trovato una sponda negli ambienti governativi.
Sempre la rivista porta a sua volta altre testimonianze in tal senso, quelle di Zaira Navas, un membro della polizia civile nazionale di El Salvador, e Rogzy, un appassionato e commentatore di Bitcoin. Proprio quest’ultimo ha affermato che il wallet Chivo non garantirebbe sicurezza, aggiungendo che nessuno può verificarne le lacune, in quanto il suo codice non è open source.
Ancora El Comisionado, a sua volta, ha poi rincarato la dose, affermando che sono in pochissimi ad utilizzare Chivo, non riuscendo a capirne il funzionamento. Alla luce di quanto denunciato si tratta però di un bene.

La repressione contro gli oppositori della Bitcoin Law

Resta da capire se a coloro che stanno chiedendo spiegazioni sull’accaduto sarà riservato lo stesso trattamento adottato per Mario Gomez, esplicito detrattore del corso legale di BTC. L’uomo, infatti, è stato arrestato proprio per aver osato criticare la Bitcoin Law e l’obbligo di accettare il denaro digitale nei pagamenti imposto da Bukele.
Una repressione la quale inizia a provocare non poco disagio all’interno del Paese. Tanto da spingere alcuni imprenditori a rilasciare dichiarazioni a Decrypt soltanto giovandosi dell’anonimato, per denunciare quanto sta accadendo. Stigmatizzando inoltre la contraddizione dei massimalisti del Bitcoin, i quali dopo essersi riempiti per anni la bocca di slogan libertari, approvano non solo l’obbligo imposto dal presidente salvadoregno, ma anche la repressione verso le voci contrarie che levano all’interno del Paese.

Un progetto estremamente avversato

Il progetto di Bukele, teso a fare di El Salvador una vera e propria crypto-nazione, ha in effetti destato grandi opposizioni. Non solo all’interno del Paese, ove da mesi sono in atto proteste di piazza, ma anche nei consessi internazionali. A partire dal Fondo Monetario Internazionale, il quale non ha esitato ad affermare la sua contrarietà alla Bitcoin Law.
Nayib Bukele, dal canto suo, sembra non intenzionato a tornare indietro e neanche a tenere conto delle rimostranze del tutto giustificate di chi ha visto sparire i Bitcoin dal proprio portafogli digitale. Se al momento la sua popolarità interna è ancora elevata, resta da capire cosa potrebbe succedere nel futuro. Soprattutto alla luce della pessima accoglienza da parte dei mercati dei cosiddetti Bitcoin Bonds, le obbligazioni statali emesse a sostegno della costruzione di una Bitcoin City, per un importo di un miliardo di dollari. Non appena proposte, sono state etichettate alla stregua di spazzatura dalle agenzie di rating.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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