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El Salvador: riprendono le proteste contro il corso legale del Bitcoin

Il prossimo 7 settembre dovrebbe entrare in vigore il Bitcoin Law

Il prossimo 7 settembre il Bitcoin diventerà moneta a corso legale in El Salvador. La decisione presa su input del Presidente del piccolo Paese del Centro America, Nayib Bukele, sta però suscitando proteste sempre più veementi al suo interno. Proprio in queste ore, infatti, sono in corso manifestazioni contrarie al provvedimento, nel corso delle quali è possibile leggere cartelli di aperto rifiuto al denaro digitale, indicato come uno strumento dell’economia criminale. Proteste guidate dall’opposizione, ma le quali si fondano su alcune paure ben precise della popolazione.

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Perché le proteste contro il corso legale del Bitcoin

Il Bitcoin Law, questo il nome del provvedimento contestato, permette al Bitcoin di avere corso legale all’interno del Paese e impone la sua accettazione nei pagamenti, salvo limitate eccezioni.
Secondo l’attivista Idalia Zuñiga, si tratta però di una legge in grado di generare insicurezza legale e la quale potrebbe essere utilizzata al fine di frodare gli utenti e per facilitare il riciclaggio di denaro e beni di dubbia provenienza. Un parere che, peraltro, sembra tutt’altro che isolato in una popolazione la quale teme fortemente i possibili effetti negativi della legge. I quali sono stati del resto messi in rilievo da più parti.

Il 77% della popolazione di El Salvador sarebbe contraria

I timori in questione hanno peraltro spinto Jamie Guevara, numero due del Fronte di liberazione nazionale Farabundo Marti, principale partito di opposizione del Paese, ad intentare una causa contro la legge. Un ricorso il quale accusa il provvedimento di violare apertamente la Costituzione. E che sembra interpretare al meglio il sentimento della popolazione, considerato come un recente sondaggio commissionato dal Center for Citizen Studies (CEC) dell’Università Francisco Gavidia  abbia visto addirittura il 77% degli intervistati contestare la controversa Bitcoin Law.

Le contraddizioni di Bukele

Di fronte alle contestazioni, Nayib Bukele ha affermato che l’accettazione dei pagamenti in Bitcoin non sarebbe obbligatoria. Una affermazione la quale, però, va a contraddire apertamente l’articolo 7 della legge, il quale afferma che “ogni operatore economico deve accettare Bitcoin come pagamento quando gli viene offerto da chiunque acquisisca un bene o un servizio”. Un testo quindi estremamente chiaro, che lo stesso Presidente dimostra di non capire o far finta di non comprendere.
Mentre sembrano averlo fatto i commercianti. Il 61% di loro, infatti, ha affermato di non essere disposto ad accettare pagamenti in Bitcoin. Anche perché dovrebbe dotarsi degli strumenti per poterlo fare, con tutti i pericoli connessi.
Del resto additati anche dal Fondo Monetario Internazionale, il quale ha pubblicato nelle passate ore un tweet in cui afferma che ”…le criptovalute private, come appunto il Bitcoin, comportano rischi sostanziali. Renderli equivalenti a una valuta nazionale è una scorciatoia sconsigliabile”.

La contestazione è verso l’obbligo, non contro il Bitcoin

Quello che sembra sempre più chiaro, nella querelle salvadoregna, è che la contestazione non è nei confronti del Bitcoin, ma dell’obbligo ad accettarlo introdotto dalla legge. In effetti un conto è permettere e agevolare la circolazione degli asset digitali, ben altro è obbligare anche non intende adottarli al loro utilizzo.
Non a caso nei Paesi ove non esiste tale obbligo, ma ci sono problemi legati alle valute sovrane, come Argentina, Colombia, Brasile e Venezuela, Bitcoin e Altcoin stanno avendo grande successo. Permettendo a lavoratori e pensionati di convertire i loro emolumenti in criptovaluta, evitando in tal modo che l’iperinflazione comporti una perdita secca del potere d’acquisto. Il tutto avviene però su base volontaria, a differenza di quanto afferma la Bitcoin Law.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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