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Elon Musk continua a pompare Dogecoin

Uno studio di Blockchain Research Lab conferma l'assunto

Lo scorso martedì, Elon Musk aveva annunciato la sua decisione di restare fuori da Twitter per un lasso di tempo non precisato. Un proposito il quale si è dissolto nel breve arco di due giorni. Quelli dopo i quali il CEO di Tesla ha nuovamente pompato il prezzo di Dogecoin.
Lo ha fatto postando una foto di se stesso nei panni di Rafiki, personaggio del Re Leone, che mostrava il meme Shiba Inu al posto di Simba sulla scogliera sopra la terra promessa. Un messaggio il quale ha spinto un gran numero di investitori a puntare di nuovo su DOGE. Facendone crescere il prezzo del 40% nel breve volgere di trenta minuti.

Elon Musk Dogecoin - Elon Musk continua a pompare Dogecoin

Elon Musk sta trainando il prezzo di Dogecoin?

Il legame tra le esternazioni dei Vip e il mondo delle criptovalute sta diventando sempre più evidente. Le ripetute pompe di Elon Musk ormai da lungo tempo sono state individuate dagli esperti come un fattore decisivo nella crescita del meme coin.
A confermarlo è stato uno studio del Blockchain Research Lab pubblicato all’inizio dell’anno, il quale ha concluso che la correlazione tra i picchi di prezzo di BTC e DOGE è stata causata direttamente dai tweet di Elon Musk.
Un dato di fatto il quale, però, non depone a favore delle criptovalute. Non solo troppo volatili, ma anche molto sensibili a quelli che possono essere considerati veri e propri capricci delle star. Che sempre più spesso utilizzano i social per dichiarare il proprio appoggio ad alcuni progetti. A volte a pagamento. Anche se poi, all’atto pratico, non tutti gli endorsement sembrano avere gli stessi esiti.

Anche Gene Simmons si dichiara a favore di Dogecoin

Praticamente nella stesse ore in cui Elon Musk faceva crescere il prezzo di BTC e DOGE, il bassista dei Kiss, Gene Simmons, ha a sua volta ripreso il tweet del CEO di Tesla per esternare il suo appoggio alla creazione di Billy Markus e Jackson Palmer. Affermando di aver investito più di 100mila dollari su di essa, unendo Dogecoin a XRP nel suo portafogli.
La sua dichiarazione non ha però avuto lo stesso impatto di quelle di Musk, se solo si pensa che nel giro di un quarto d’ora il prezzo del memecoin ha perso il 4% del suo valore. Naturalmente potrebbe trattarsi di una semplice conseguenza delle vendite che sono il logico esito di grandi rialzi. Molti hanno però ironizzato sulla sfortunata coincidenza, concludendo che se Gene Simmons ama Dogecoin, i mercati amano Elon Musk.

Criptovalute troppo sensibili alle manipolazioni

Proprio i risultati delle continue esternazioni di Elon Musk, e le conseguenze esplicitate anche dallo studio di Blockchain Research Lab, riportano però all’attenzione dell’opinione pubblica il problema rappresentato dall’eccessiva volatilità delle criptovalute.
Il quale va a sommarsi alle possibili manipolazioni del mercato, reso evidente da quanto accaduto di recente con il pump and dump. La pratica messa in atto da alcuni gruppi di Redditors, infatti, ha notevolmente allarmato gli ambienti finanziari, più o meno tradizionali. Raid di questo genere, infatti, potrebbero avere come sgradita conseguenza l’abbandono del settore da parte di quei fondi che, pure, negli ultimi mesi si sono avvicinati al denaro digitale. I quali, ora, potrebbero rivedere i loro piani, proprio per effetto del vero e proprio terremoto innescato in un settore già di per sé complicato da gestire.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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