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Elon Musk sarebbe il vero Satoshi Nakamoto?

A sostenerlo un ex stagista di SpaceX, Sahil Gupta

Nella caccia alla reale identità di Satoshi Nakamoto, l’ultima puntata è tra le più sorprendenti in assoluto. Sarebbe infatti Elon Musk, il fondatore di Tesla, colui che ha inventato il Bitcoin.
A sponsorizzare questa suggestiva ipotesi è stato Sahil Gupta, un ex stagista di SpaceX, il quale ha esternato il suo pensiero in un post pubblicato sul proprio blog Medium. Nel farlo ha comunque lasciato socchiusa la porta per eventuali smentite, affermando di essere “quasi” certo che la sua ipotesi corrisponda alla realtà. Naturalmente la sua affermazione non poteva passare inosservata, soprattutto alla luce della figura indicata. Ma su cosa è realmente fondata?

Elon Musk Dogecoin - Elon Musk sarebbe il vero Satoshi Nakamoto?

La telefonata con Sam Teller

Alla base della convinzione di Sahil Gupta ci sarebbe anche una telefonata con Sam Teller, ex capo dello staff di Musk, avvenuta nel corso del 2017. Nel corso della quale il primo avrebbe chiesto al suo interlocutore se Satoshi Nakamoto sia davvero Elon Musk. Una domanda molto precisa cui Teller avrebbe risposto in maniera estremamente ambigua, non smentendo decisamente l’ipotesi.
Questo episodio è stato aggiunto da Gupta alle altre constatazioni portate a supporto della tesi. A partire dalle competenze vantate da Elon Musk in tema di crittografia, oltre che di economia. Inoltre, l’uomo più ricco del mondo conosce il linguaggio di programmazione C++, lo stesso che ha fatto da base alla costruzione dell’ecosistema Bitcoin.

Si allunga la lista dei potenziali Satoshi Nakamoto

Con l’entrata di Elon Musk, si allunga ulteriormente la lista dei potenziali Satoshi Nakamoto. Una lista in effetti lunghissima, nella quale possiamo trovare molti dei protagonisti dell’attuale scena crypto. A partire da Sergey Nazarov, il creatore di Chainlink, indicato in tale veste da UX Sequence.
Una lista che ha visto di volta in volta aggiungersi Adam Back, Paul Calder Le Roux, Hal Finney, Yasutaka NakamotoDan Kaminsky, Ignotus PeverellGavin Andresen e Sunny King. Se questi si sono affrettati a smentire le voci al riguardo, non ha potuto invece farlo Len Sassaman. Esponente di spicco del movimento cypherpunk, si è infatti suicidato nel 2011.
L’unico che non sembra porsi eccessivi problemi nel proporsi nella veste dell’inventore del Bitcoin è quindi Larry Wright. Aspramente contestato da gran parte della scena crittografica globale proprio per quella che è indicata alla stregua di una millanteria. Tanto da essere additato spregiativamente come Faketoshi.

L’industria delle criptovalute sta tradendo i suoi propositi di partenza?

Mentre torna a far capolino la discussione sulla reale identità di Satoshi Nakamoto, in pochi si sono invece interessati ad una affermazione fatta di recente da Elizabeth Warren. La senatrice statunitense, nota per la sua avversione all’icona crypto, ha infatti affermato che l’industria delle criptovalute starebbe in pratica negando i suoi presupposti iniziali. Come è noto, i criptofans indicano in Bitcoin e Altcoin il cardine di un nuovo assetto monetario e finanziario. Il quale dovrebbe essere molto più inclusivo di quello attuale, in cui l’accesso a strumenti come un conto corrente bancario è negato a miliardi di persone in ogni parte del globo.
Secondo la Warren, se la premessa di una maggiore inclusione è giusta, gli sviluppi della criptografia la stanno platealmente tradendo. A dimostrarlo è il fatto che al momento la proprietà di Bitcoin è ancora più concentrata nella parte più alta della piramide sociale rispetto al dollaro. Un tema di grande interesse il quale è stato però sinora apertamente ignorato da troppi. Tra i quali coloro che sembrano appassionarsi maggiormente alla ricerca di Satoshi Nakamoto.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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