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Ethereum Classic si attiva contro gli attacchi 51%

La soluzione scelta è il MESS

Gli attacchi 51% rappresentano da sempre un vero e proprio incubo per il settore crittografico. Non solo in termini pratici, in quanto permettono agli attaccanti di prendere il controllo di una rete e ritagliarsi la possibilità del temuto double spending (la possibilità di spendere due volte, o anche più, lo stesso token, mettendo quindi in atto una vera e propria truffa), ma anche di immagine.
Un evento simile, infatti, rende vulnerabile al massimo un sistema il quale non dovrebbe esserlo nel modo più assoluto. Come è accaduto di recente, per ben tre volte, ad Ethereum Classic.

ethereum classic - Ethereum Classic si attiva contro gli attacchi 51%

Tre attacchi nel giro di un mese

Nel mese di agosto, infatti, Ethereum Classic è stato oggetto di ben tre attacchi 51%, con la perdita di milioni di dollari, proprio per effetto della doppia spesa da essi resa possibile. Gli attaccanti hanno potuto farlo affittando hash power dal provider Nice Hash per una cifra irrisoria, poche migliaia di dollari. Per poi trasmettere una versione fraudolenta della blockchain ETC agli altri nodi della rete, i quali ne hanno accettato la legittimità.
Il ripetersi di attacchi a Ethereum Classic, sin dall’inizio della sua avventura, si spiega con il fatto che la rete è supportata da una bassa quantità di hash power, ma ha una grande liquidità in termini di scambio di valuta digitale.
Condizioni quindi ideali per chi abbia intenzione di attaccare, come dimostrato da quanto accaduto ad agosto. Cui il team di sviluppo aveva promesso di porre riparo sin dal 2018, quando un primo attacco 51% aveva messo a repentaglio il progetto. Tanto da far squillare le campane a morto per Ethereum Classic già all’epoca.

Ethereum Classic: ora si prova la riscossa

La risposta di ETC si è prodotta sotto forma di una adozione che potrebbe aiutare la rete a resistere ad attacchi di questo genere.  Si tratta del punteggio soggettivo esponenziale modificato MESS, un sistema il quale si propone la protezione del sistema sottoposto a questo genere di sollecitazioni.
Implementato l’11 ottobre in corrispondenza del blocco 11.380.000, il sistema inventato da Vitalik Buterin nel 2014 fa sì che i nodi preferiscano i segmenti della catena che vedono per primi rispetto a quelli successivi. A spiegarne in tal modo il funzionamento è stato ETC Labs, in un post pubblicato sul suo blog.

Il MESS è la soluzione ideale?

Sempre ETC Labs ha poi aggiunto che il sistema in questione rende circa 31 volte più costoso attaccare la catena di quanto non lo sia attualmente. La riorganizzazione cui darebbe vita, infatti, permetterebbe una protezione di 3mila blocchi tale da implicare un costo che andrebbe ad oltrepassare i 20 milioni di dollari. Rendendo quindi praticamente impossibili operazioni come quella che è stata messa in pratica tramite Nice Hash.
E’ veramente così? Secondo Crypto51, un sito Web specializzato in questioni crittografiche, quanto affermato non corrisponderebbe a realtà. In una sua simulazione condotta per cercare di calcolare il reale costo necessario per condurre un attacco del 51% su una blockchain, per un’ora, la spesa attuale per farlo su ETC ammonterebbe ad appena 4844 dollari. Resta però da capire se tale simulazione sia stata condotta senza tenere conto dei dati aggiornati con l’adozione del MESS.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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