Aprile 4, 2020
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Gli stimoli all’economia potrebbero rafforzare il Bitcoin?

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L’imperversare del coronavirus costringe tutti i governi a fare i conti con le conseguenze economiche della pandemia in atto. Se l’UE è stata in queste ore costretta a smentire in pratica le politiche di austerità, accusate peraltro di aver condotto l’eurozona in un vicolo cieco anche dal punto di vista sanitario, una mossa abbastanza clamorosa è stata prefigurata negli Stati Uniti da alcuni noti politici. Una mossa che, se da un lato potrebbe aiutare i cittadini a reggere di fronte ad una situazione molto problematica, dall’altro potrebbe provocare il surriscaldamento dell’inflazione. Con conseguenze secondarie di larga portata.

La proposta di Maxine Waters

Maxine Waters, esponente democratico distintosi di recente nella battaglia contro Libra, ha proposto stimoli economici di larga portata. Il piano da lei avanzato prevede infatti la concessione di 2mila dollari ad ogni cittadino statunitense adulto e di mille per ogni bambino residente sul territorio federale. Il tutto con l’evidente proposito di fronteggiare l’epidemia di Covid 19 in atto.
Si tratta di una proposta di grande rilievo, come si può facilmente capire. Anche perché proviene dalla presidente dell’House Financial Services Committee degli Stati Uniti. Inoltre fa parte di un pacchetto che prevede anche la sospensione del pagamento di mutui e prestiti da parte di famiglie e piccole imprese.

Piani che fanno capire la gravità del momento

La proposta di Maxine Waters fa comprendere l’estrema gravità del momento. Basti pensare che neanche ai tempi della Grande Depressione, che fece seguito al crollo di Wall Street, si era arrivati a proporre piani di questa entità.
Il piano ha peraltro fatto da contraltare alla decisione assunta da Donald Trump di erogare 850 miliardi alle grandi imprese. Cui ha preferito anteporre le esigenze delle famiglie e delle piccole imprese. Una mossa dal chiaro sapore politico, che prelude allo scontro delle presidenziali.

Secondo Mati Greenspan se ne avvantaggerebbe il Bitcoin

Il piano di Maxine Waters è stato commentato da molti analisti. Tra cui Mati Greenspan, il quale ha affermato che esso provocherebbe una clamorosa inflazione. A favorirla il fatto che ci sarebbe più denaro in circolazione, di fronte allo stesso quantitativo di merci. Resta naturalmente da capire se senza questa massa di denaro le stesse merci non resterebbero sugli scaffali dei punti vendita. Soprattutto in un Paese come gli Stati Uniti, ove il risparmio privato non è mai stato eccessivamente coltivato.
Ma il punto forse più interessante dell’analisi di Greenspan è quella relativa al Bitcoin, che secondo lui si gioverebbe non poco del surriscaldamento dell’inflazione. Riguadagnando per questa via uno smalto eroso largamente dal crollo degli ultimi giorni.

Bitcoin: perché si avvantaggerebbe di un rialzo dell’inflazione

Secondo l’analista statunitense, forti livelli inflattivi andrebbero a ridurre l’interesse degli investitori per un dollaro indebolito. Aumentando di converso quello verso tutti gli strumenti alternativi in grado di assicurare invece una certa stabilità. A partire proprio dal Bitcoin, che potrebbe ricominciare a crescere.
Un ragionamento che sembra però viziato proprio da quanto accaduto nei giorni passati al prezzo di BTC, in caduta libera dopo le decisioni prese da Trump. Se, infatti, il token non riuscisse a risalire a livelli apprezzabili, perché gli investitori in fuga da asset deprezzati dovrebbero far convergere il loro appoggio su un bene in caduta libera?

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