Maggio 26, 2020
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Criptovalute

Grande crescita di Monero dopo il crollo del 12 marzo

Tra le criptovalute che si stanno mettendo in evidenza nel corso degli ultimi tempi, c’è anche una vecchia e controversa conoscenza. Si tratta di Monero, che dopo il crollo dei mercati fatto registrare il 12 marzo ha messo a segno una crescita la quale l’ha portato praticamente al raddoppio della sua quotazione.
In particolare XRM si trova in costante crescita da ormai un paio di settimane. A cosa è dovuto questo trend, che non accenna a fermarsi?

Il fattore privacy

Monero deve gran parte delle sue fortune alla notevole dose di privacy che è in grado di assicurare ai suoi utenti. Una fama che sembra sul punto di consolidarsi ulteriormente, grazie all’adozione di Triptych, un sistema il quale si fonda sull’implementazione di firme ad anello trustless di dimensione logaritmica.
Per capire meglio la questione, occorre ricordare che proprio le firme ad anello sono il metodo migliore per impedire il tracciamento delle transazioni. Il loro funzionamento si basa sull’aggregazione delle vere monete di un mittente tramite una serie di “esche” (decoy), le quali vengono scelte in maniera semi-casuale da altri punti della blockchain.
Al momento attuale, per default si aggiungono 24 decoy ad ogni transazione, anche se un utente può scegliere di ridurne o aumentarne il numero, decisione che comporta però un impatto diretto sul costo della transazione.
La principale innovazione di Triptych consiste nel far scalare la dimensione in byte delle firme ad anello in modo logaritmico con il numero di decoy, invece che in modo lineare, comportando un forte aumento delle dimensioni dell’anello senza ricadute negative a livello di performance.

Una fama estremamente controversa

Monero, quindi, fonda la sua fama su livelli di privacy già molto elevati e che potrebbero aumentare ancora. Proprio questa caratteristica, però, rischia di rivelarsi un boomerang.
XMR, infatti, ormai da tempo è indicato come uno dei protagonisti assoluti delle transazioni che avvengono sul Dark Web. Transazioni che, però, sono spesso illegali. In pratica viene scelto soprattutto da chi deve cercare di nascondere traffici agli occhi indiscreti delle autorità.
Ne deriva quindi una fama non proprio gradita, ma dalla quale Monero non è più riuscita a slegarsi, nel corso del tempo. E che sembra destinata a rafforzarsi in maniera notevole, ove Triptych andasse a buon fine, come promette di fare.

BitBay ha eliminato Monero dal suo paniere di criptovalute

La questione relativa alla pessima reputazione di Monero non è peraltro confinata alle parole, ma si traduce in fatti che non contribuiscono al suo rafforzamento. Come l’esclusione dalle contrattazioni dell’exchange polacco BitBay, motivato dai timori che possa essere usato nelle operazioni di riciclaggio.
Il delisting è avvenuto il 19 febbraio ed è stato l’ultimo in una serie che ha visto anche OKEx fare altrettanto. La spiegazione, in entrambi i casi, è stata indicata nella necessità di rispettare le nuove linee guida stabilite dal Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale per contrastare le attività di riciclaggio di capitali sporchi.
Con tutta evidenza si ritiene che Monero rappresenti uno strumento privilegiato in tal senso. Nonostante ciò, la sua quotazione continua ad impennarsi, senza curarsi troppo dei problemi di immagine.

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