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Gustavo Petro propone di utilizzare le cascate per il mining di Bitcoin in Colombia

Il modello da seguire sarebbe El Salvador

Gustavo Petro è un politico molto noto in Colombia, soprattutto per essere uno dei più energici oppositori del controverso presidente Ivan Duque. Tanto che non solo in patria già si parla di lui come un possibile pretendente di sinistra alla Presidenza della Repubblica.
La sua proposta di impiantare il mining di criptovalute nel Paese spesso associato al narcotraffico, arrivata nei giorni passati, è perciò destinata a sollevare non poco interesse. E, naturalmente, anche qualche polemica. Anche perché questa attività dovrebbe andare a sostituire proprio la produzione di cocaina. La quale rappresenta forse l’attività più lucrosa in assoluto per il Paese sudamericano. Andiamo perciò ad esaminare quanto da lui affermato e le sue possibili implicazioni.

Gustavo Petro - Gustavo Petro propone di utilizzare le cascate per il mining di Bitcoin in Colombia

Gustavo Petro: usare le cascate per il mining di criptovalute

Le dichiarazioni di Gustavo Petro sono partite da un recente tweet di Nayib Bukele, il Presidente di El Salvador da mesi nell’occhio del ciclone in patria per l’approvazione del Bitcoin Law. Ovvero l’atto legislativo il quale ha reso obbligatoria l’accettazione di BTC nei pagamenti che avvengono all’interno dei confini nazionali.
Nel tweet citato da Petro, Bukele affermava l’intenzione di sfruttare l’energia geotermica prodotta dai suoi vulcani, al fine di utilizzarla nel mining di criptovalute. Una idea la quale deve essere piaciuta molto al senatore colombiano. Tanto da spingerlo ad affermare senza mezzi termini che nel suo Paese si potrebbe invece utilizzare l’energia prodotta dalle cascate, all’uopo.

Il commento di Wesley Tomaselli sulla proposta di Petro

L’idea di Petro è stata subito approvata da Wesley Tomaselli, noto analista di politica energetica dell’America Latina. Il quale, in una intervista rilasciata a Decrypt, ha affermato che a rendere plausibile la proposta è una circostanza ben precisa. Ovvero il fatto che circa tre quarti della generazione di elettricità da parte della Colombia provenga dall’energia idroelettrica.
Lo stesso Tomaselli, però, ha affermato la sua perplessità sul fatto che il mining di Bitcoin possa sostituirsi alla produzione di cocaina. Idea in effetti molto complicata da attuare in un Paese ove i cartelli del narcotraffico sono praticamente onnipotenti e in grado di influire sulla politica.

La coltivazione di cocaina in Colombia

Per capire meglio le dimensioni del narcotraffico colombiano, basta del resto fare riferimento agli studi condotti al proposito dalle Nazioni Unite. In cui si addita senza mezzi termini il Paese sudamericano come il maggior produttore mondiale di cocaina. La quale, peraltro, viene prodotta proprio in quella costa del Pacifico che secondo Petro dovrebbe essere convertita al mining.
Oltre agli interessi dei trafficanti, però, ci sarebbe un’altra controindicazione di non poco conto a confutare la sua proposta. E’ sempre Wesley Tomaselli a ricordare che i grandi progetti sono da tempo sotto il mirino degli ambientalisti. Secondo i quali sarebbero dannosi non solo per l’ecosistema, ma anche in grado di distruggere le tradizioni delle comunità locali. Per cui le mining farm incontrerebbero una decisa opposizione in tal senso.

Secondo il governo, l’idea di Petro sarebbe assurda

Meno sorprendente la decisa opposizione dei settori colombiani, di destra, alla proposta di Petro. Jehudi Castro Sierra, consulente del governo colombiano per la tecnologia blockchain, ha infatti dichiarato su Twitter che l’idea di Petro sarebbe assurda.
Un giudizio il quale in effetti sembra ispirato dalla necessità di screditare quello che potrebbe diventare un osso duro nelle elezioni presidenziali del prossimo anno. Quando le clamorose proteste di piazza che sono state soffocate nel sangue dal governo di Duque, potrebbero portare ad un deciso cambio di direzione politica a Bogotà.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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