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Hillary Clinton: le criptovalute potrebbero minacciare il dollaro

Anche l'ex candidata alla Casa Bianca si pronuncia sugli asset digitali

Anche Hillary Clinton, moglie dell’ex Presidente degli Stati Uniti e a sua volta candidata alla Casa Bianca, sconfitta da Donald Trump, si è pronunciata sulle criptovalute. Lo ha fatto nel corso del New Economy Forum di Bloomberg, affermando che gli asset digitali, pur mettendo in mostra caratteristiche indubbiamente interessanti, mettono in pericolo la leadership del dollaro statunitense. Ha poi aggiunto che utilizzate dalle persone sbagliate, chiaro riferimento a bande criminali e organizzazioni terroristiche, potrebbero essere in grado di rivelarsi destabilizzanti per gli assetti geopolitici mondiali, oltre che per i mercati finanziari globali.

Hillary Clinton concorda almeno stavolta con Donald Trump

La sua posizione sulle valute virtuali rappresenta il primo vero terreno comune con il suo vecchio avversario Donald Trump. Con il quale l’ex candidata democratica ha spesso dato vita a duelli verbali tali da raggiungere toni molto forti.
In questo caso, invece, i due vecchi duellanti per la presidenza sembrano concordare, almeno per grandi linee. Come si ricorderà, infatti, il tycoon ha spesso espresso la sua contrarietà nei confronti degli asset digitali, in particolare verso il Bitcoin, da lui definito una vera e propria truffa. Un fastidio derivante dal fatto che lo stesso Trump ha sempre visto il dollaro come uno dei fattori in grado di conservare agli Stati Uniti la loro leadership globale.

I ripetuti avvertimenti di Joe Biden

Le parole di Hillary Clinton, del resto, vanno a riecheggiare i ripetuti avvertimenti lanciati dall’attuale Presidente, Joe Biden. L’inquilino della Casa Bianca, infatti, nel corso dei mesi trascorsi dall’assunzione delle sue funzioni, non ha lesinato critiche alle criptovalute, indicate alla stregua di un pericolo per la sicurezza nazionale.
Un pensiero del resto comune a buona parte della politica a stelle e strisce e non confinata ai soli democratici. Basti ricordare in tal senso le parole non proprio benevole pronunciate da Janet Yellen, responsabile del Tesoro, nel corso dell’audizione parlamentare relativa alla sua nomina. O il vero e proprio fuoco di sbarramento elevato nei confronti del progetto di stablecoin portato avanti da Facebook, il quale ha costretto il suo gruppo di sviluppo ad una profonda revisione del piano originario.

Il ransomware elevato al livello del terrorismo

Lo stesso Biden, dal canto suo, ha posto un particolare accento sul problema rappresentato dal ransomware, diventato un vero e proprio incubo non solo per le aziende. Tanto da optare per l’istituzione di una vera e propria task force destinata a combatterlo e da elevarlo ad un livello di priorità simile a quello che riguarda il terrorismo.
Una lotta del resto ampiamente giustificata dalle dimensioni assunte dal fenomeno. Per cercare di contrastarlo si punta in particolare a nuovi sistemi in grado di tracciare i pagamenti in criptovaluta. Un obiettivo il quale, però, è ancora abbastanza lontano dalla sua realizzazione.

Una prospettiva distorta?

Non sono pochi coloro che guardano con un certo scetticismo alle mosse spesso scomposte della politica statunitense nei confronti degli asset virtuali. Se è vero che nel mondo crypto ci sono zone d’ombra e spazi in cui possono agire le bande criminali o altri soggetti al di fuori della legalità, è anche vero che più volte è stata avanzata l’ipotesi di regolamentarlo al meglio, cercando di tenere insieme esigenze di legalità e necessità di coltivare l’innovazione finanziaria.
Molti esponenti politici, però, non sembrano in grado di operare in tal senso, a causa di chiari limiti ideologici. Tanto da chiudersi in un atteggiamento di sterile contrarietà destinato a non incidere sulla situazione, in un senso o nell’altro.

 

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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