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Huawei, l’ultimo smartphone è dotato di wallet per lo yuan digitale

La notizia conferma l'imminente lancio della CBDC di Pechino

L’ultima gamma di smartphone di Huawei, Mate 40, permetterà ai suoi utenti di archiviare, inviare e ricevere lo yuan digitale. Si tratterà del primo dispositivo di questo genere a presentare il wallet destinato a conservare la CDBC di Pechino. Altro chiaro segnale della forte accelerazione impressa dal governo cinese al progetto destinato ad attaccare il potere imperiale del dollaro.
Alcune varianti della gamma sono già state messe in vendita, suscitando notevole entusiasmo tra i consumatori. Tra le caratteristiche più apprezzate le grandi prestazioni, la presenza di una fotocamera avanzata, la lunga durata della batteria e il design estremamente elegante. Quella che però è destinata a distinguerla è proprio la disponibilità di un portafoglio per la valuta digitale. I dispositivi di Huawei saranno i primi al mondo a permetterne la conservazione.

Cina criptovalute - Huawei, l’ultimo smartphone è dotato di wallet per lo yuan digitale

Wallet per lo yuan digitale: di cosa si tratta?

E’ stato il canale Weibo di Huawei a presentare il portafoglio hardware integrato dei nuovi smartphone. Affermando che esso permetterà agli utenti di archiviare, inviare e ricevere con estrema facilità la CBDC cinese. Il wallet supporterà le doppie transazioni offline, permettendo agli utenti di trasferire fondi con un semplice tocco dei dispositivi implicati nell’operazione, anche nel caso in cui entrambi i telefoni siano offline.
Huawei, dal canto suo, ha promesso sicurezza a livello hardware, protezione dall’anonimato controllabile e un’esperienza di pagamento nuova, sicura e conveniente. L’azienda non ha però ancora chiarito se il wallet digitale in yuan sarà disponibile per tutti i suoi utenti o sarà riservato a quelli cinesi.

Huawei e PBoC: una alleanza strategica

La partnership tra Huawei e la PBoC, che ha come oggetto lo yuan digitale, è considerata strategica per entrambe le parti.
Per la Banca popolare cinese, la collaborazione in atto rappresenta un modo semplice ed efficace per riuscire a raggiungere centinaia di milioni di cittadini cinesi i quali già utilizzano gli smartphone di Huawei. L’azienda telefonica è infatti il secondo produttore di smartphone a livello globale, alle spalle di Samsung, che potrebbe presto sorpassare. In patria controlla oltre il 40% del relativo mercato, in pratica il doppio della quota di mercato detenuta dal suo avversario più prossimo. Una posizione che potrebbe ora essere consolidata dal wallet per lo yuan digitale. Segnando una nuova fase dopo le difficoltà provocate dalla separazione con Google e il sistema operativo Android. La quale potrebbe giovarsi non poco della collaborazione con la PBoC.

L’accelerazione della Cina verso l’innovazione finanziaria

La Cina ha progettato lo yuan digitale con il preciso intento di trasformarlo nella principale soluzione di pagamento digitale del Paese.
Le notizie relative a Huawei indicano chiaramente che il disegno di Pechino è ormai in una fase estremamente avanzata. Come dimostrano del resto le notizie relative alle oltre 4 milioni di transazioni (circa 300 milioni di dollari) già effettuate con l’impiego della nuova criptovaluta di Stato all’interno di quattro grandi aree urbane del Paese.
Notizie le quali sembrano confermare l’ormai imminente lancio, che dovrebbe avvenire nel corso del prossimo anno. In tempo quindi per scaldare i motori in vista delle Olimpiadi invernali previste a Pechino per il 2022. Nel corso delle quali proprio lo yuan digitale sarà chiamato a fungere da carburante per le transazioni digitali. Un evento cui il gigante orientale non vuole arrivare senza avere la sicurezza che tutto funzioni al meglio.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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