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I Millennials sembrano a loro agio con le criptovalute

Le criptovalute sono considerate da molti analisti una realtà ormai affermata. Basti pensare che secondo una recente ricerca condotta da Deutsche Bank le monete virtuali entro il 2030 potrebbero soppiantare quelle tradizionali. Un vaticinio forse azzardato, anche alla luce dei rischi che si corrono decidendo di convertire i propri soldi in asset dematerializzati, ma che allo stesso tempo non sembra del tutto irreale. Soprattutto alla luce di quello che sta accadendo nei Paesi caratterizzati da livelli inflattivi troppo elevati o in altri, in particolare quelli africani, ove sono troppe le persone escluse dal circuito finanziario tradizionale.
A favorire il loro sempre più evidente successo è anche l’accresciuta confidenza della popolazione con le nuove tecnologie, in particolare quelle informatiche, soprattutto da parte delle nuove generazioni. Proprio riguardo all’aspetto generazionale si sta affermando una tendenza ben precisa, quella che vede i Millennials molto ben disposti verso questo modo alternativo di gestire le proprie finanze.

Il sondaggio della Charles Schwab

A rivelare questa tendenza è stato un recente sondaggio condotto dalla Charles Schwab. In pratica agli interpellati è stato chiesto di indicare le loro preferenze in ordine alle maggiori partecipazioni azionarie e il risultato sembra essere abbastanza inequivocabile: i Millennials, infatti, pongono Greyscale Bitcoin Trust (GBTC), al quinto posto della loro speciale classifica, alle spalle di Amazon, Apple, Tesla e Facebook e davanti a Netflix e Disney. GBTC è una società di fondi d’investimento che offre agli investitori in Bitcoin la possibilità di investire nelle crypto attraverso veicoli di investimento più tradizionali. Segno evidente che ormai le divise virtuali sono considerate una forma di investimento sicuramente rischiosa, ma non più del trading azionario.

Il successo delle criptovalute su eToro

Il sondaggio in questione è la pratica conferma di quanto era del resto già emerso all’inizio dell’anno, quando eToro US aveva dato vita ad un proprio sondaggio, nel corso del quale le persone consultate all’interno della fascia giovanile degli investitori che operano sulla famosa piattaforma di trading online avevano dichiarato di vedere nelle monete virtuali un ottimo strumento di investimento.
Va comunque segnalato che nonostante l’apertura agli asset digitali, i Millennials non abbiano alcuna intenzione di rinunciare alle istituzioni finanziarie tradizionali, probabilmente indotti a farlo dalla consapevolezza che è meglio diversificare non solo gli investimenti, ma anche gli strumenti coi quali portarli avanti.

La disponibilità a investire dei Millennials inglesi

Il sondaggio di Charles Schwab conferma per grandi linee quanto già emerso in occasione di una ricerca condotta nel Regno Unito da Michelmores e ComRes, secondo la quale le nuove generazioni sono molto propense ad investire in criptovalute, in particolare i giovani che stanno meglio dal punto di vista economico. Un quinto di loro, in particolare, avrebbe già nel proprio portafogli Bitcoin, Ethereum o Bitcoin Cash, i token più gettonati in assoluto come forma di investimento.
Non solo investimenti, però. Secondo gli analisti che hanno condotto la ricerca, i Millennials inglesi usano criptovalute anche nella vita di tutti i giorni, soprattutto per operare pagamenti online. Anche loro, però, non rinunciano ad avvalersi della finanza tradizionale, scegliendo con tutta evidenza di volta in volta il modus operandi più conveniente.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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