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I progetti blockchain delle Nazioni Unite

blockchain jpg - I progetti blockchain delle Nazioni Unite

Le Nazioni Unite stanno portando avanti una lunga serie di progetti i qualiprevedono l’impiego della blockchain, ravvisando con tutta evidenza nella tecnologia dei registri distribuiti (DLT) la chiave di volta per favorire lo sviluppo economico.
Tanto da aver pubblicato il mese passato, ad opera dello United Nations Innovation Network  (UNIN) la Blockchain Practical Guide, la quale ha provveduto a fare il sunto di quanto costruito sinora.

The Atrium

Sempre l’UNIN, che collabora naturalmente con le varie agenzie delle Nazioni Unite, ha inoltre provveduto a sviluppato The Atrium , una piattaforma la quale punta a stabilire un ponte tra di esse in relazione appunto all’utilizzo della tecnologia blockchain.
Grazie al suo utilizzo, le varie entità che si muovono al suo interno possono non solo apprendere e sperimentare la blockchain, ma anche dare vita ad una vera e propria comunità cui è affidato il compito di promuovere la collaborazione tra le diverse agenzie.

Afghanistan e registri fondiari

L’Ufficio delle Tecnologie della Comunicazione e dell’Informazione delle Nazioni Unite (UN-OICT) sta collaborando con il governo dell’Afghanistan al fine di dare vita ad una piattaforma in grado di gestire i registri fondiari basata su blockchain.
Il progetto è denominato UN-Habitat e si occupa in particolare di pianificazione e progettazione urbana, portando avanti l’iniziativa “Città per tutti”. Oltre allo sviluppo sostenibile e al miglioramento della governance, la soluzione si propone anche di promuovere la rappresentanza dei cittadini e attivarne la sempre maggiore partecipazione al progetto.

Ecuador e produzione di cioccolato

La blockchain viene invece utilizzata per monitorare la produzione di cioccolato in Ecuador. Il progetto in questione si chiama The Other Bar,  avanzando sotto l’egida del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), e prevede in caso di acquisto di una tavoletta da parte dei consumatori il dono di un token ai coltivatori ecuadoregni. Una volta che quattro di questi token siano stati rimandati a un agricoltore, viene piantato un albero di cacao in loco con il preciso fine di aumentare la produzione.

Africa e alimentazione

Altro programma attualmente operante è poi quello del World Food Programme (WFP) delle Nazioni Unite, il quale sta esplorando la reale utilità della blockchain per le catene di approvvigionamento alimentare nel continente nero.
In questo caso il WFP ha implementato il tracciamento della blockchain per alimenti a Gibuti ed in Etiopia, a seguito del quale i tempi di elaborazione della documentazione di spedizione e altri procedimenti sono stati drasticamente abbattuti. Se prima per espletare il tutto necessitavano tra i 15 e i 20 giorni, ora ne bastano meno di cinque.

Il programma sudafricano per i piccoli lavori

In Sudafrica la blockchain è invece alla base di una iniziativa che riguarda i piccoli lavori prestati dalle persone all’interno del fondo di innovazione di Unicef e del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP). In pratica queste persone, in cambio della loro attività, si vedono non solo corrispondere dei premi di varia natura, ma anche riconosciuto il lavoro che è stata svolto nel registro creato appositamente. Quando andranno a cercare una nuova occupazione, potranno provare l’attività prestata in questo caso nel loro curriculum personale.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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