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Il coronavirus può affrettare l’adozione di massa delle criptovalute?

coronavirus cripto - Il coronavirus può affrettare l’adozione di massa delle criptovalute?

L’imperversare del coronavirus sta mettendo a dura prova il sistema economico e finanziario globale. Se la Cina si appresta a ripartire dopo la stretta operata per limitare il contagio, Paesi come l’Italia, la Spagna, la Germania e la Francia potrebbero presto ritrovarsi a dover fare i conti con una economia azzoppata.
Tra i tanti disagi che il Covid 19 sta arrecando, ce n’è anche uno che potrebbe avere ripercussioni di grande portata sulle criptovalute, affrettandone l’adozione di massa. Andiamo a vedere meglio la questione.

I soldi cartacei veicolano il contagio

Tra i tanti modi in cui il coronavirus può propagarsi, ci sono anche le banconote di uso quotidiano. Basti pensare alle contromisure messe in campo da Cina e Corea del Sud per evitare che esse diventino un pericolo veicolo in tal senso. In entrambi i Paesi orientali, infatti, alcune banche hanno deciso di disinfettare le banconote sottoponendole ad alte temperature, mentre altre hanno utilizzato gli ultravioletti.
Nei casi più estremi, quando si è reputato non sufficiente metterle in quarantena, si è addirittura proceduto alla distruzione dei biglietti cartacei e alla sostituzione con una serie non contaminata.
Quest’ultimo è stato il caso dello Hubei, una provincia cinese ove è stata decisa un’emissione straordinaria di 4 miliardi di yuan. A comunicare quanto accaduto è stato Fan Yifei, il Vicegovernatore della banca centrale cinese.

La conferma dell’OMS

E’ stata l’Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS), a confermare che le banconote possono veicolare il Covid 19, che può restare per giorni su di esse. Proprio per questo molti analisti si sono spinti a fare una impegnativa previsione: proprio il coronavirus si appresta a rivelarsi un notevole alleato delle criptovalute, spingendo i governi ad affrettarne l’adozione.
Un vaticinio che, del resto, si sposa ad un paio di altri fattori che sembrano anch’essi spingere per un notevole accorciamento dei tempi necessari per rendere popolari le monete virtuali agli occhi della stragrande maggioranza della popolazione.

Lotta all’evasione fiscale e blockchain

Il primo fattore in tal senso potrebbe essere la necessità di contrastare l’evasione fiscale. In pratica molti governi potrebbero essere tentati di dare vita ad una propria CBDC (Central Bank Digital Currency) per poter meglio controllare la circolazione del denaro all’interno del proprio territorio. Una scelta che ha visto ancora una volta la Cina in prima fila, ma non solo. Sono molti i Paesi di svariate parti del globo che sembrano ormai decisi a giocarsi anche questa carta, proprio per impedire che il settore diventi il terreno ideale per sottrarre risorse al fisco.
L’altro fattore è poi rappresentato dalla blockchain, la tecnologia che molti indicano come l’Internet del prossimo futuro. Oltre a essere uno strumento indispensabile per le monete virtuali, essa sta assumendo una funzione sempre più importante nella vita di ogni giorno. Sono sempre di più i settori in cui essa può rivelare tutta la sua utilità e questo la rende sempre più importante agli occhi della politica.
Ne consegue una popolarità sempre più notevole e una attenzione di pari portata da parte dell’opinione pubblica. Ben presto, potrebbe accadere quello che è successo per le tecnologie informatiche e per la telefonia mobile, ovvero spingere un gran numero di persone a ritenere di non poter rischiare di essere tagliate fuori da quella che si preannuncia come una vera e propria rivoluzione.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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