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Il Doge Day è stato un vero e proprio disastro

Il titolo del meme coin è vistosamente calato nel corso dell'evento

Tanto rumore per nulla: questo potrebbe essere il riassunto di quanto accaduto in quello che era stato definito il Doge Day. C’era grande attesa tra i tanti sostenitori della criptovaluta creata da Billy Markus e Jackson Palmer dopo l’annuncio del pump and dump che avrebbe dovuto portare il meme coin ad abbattere la soglia di un dollaro di quotazione nel corso del 20 aprile.
A sorpresa, Dogecoin ha invece messo a segno una performance estremamente negativa, con il prezzo calato sino a 0,29 dollari. Ovvero in netta flessione rispetto allo 0,40 con cui aveva chiuso la passata settimana.

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Doge Day: cos’è accaduto

Il Doge Day doveva rappresentare un vero e proprio evento di carattere culturale, secondo gli organizzatori. Ovvero i gruppi di Reddit e Twitter i quali avevano annunciato con grande enfasi l’ennesima operazione di pump and dump tesa a portare Dogecoin sulla luna. Un vero e proprio slogan ormai utilizzato per tutte le occasioni in cui il token inizia il suo percorso ascensionale.
Stavolta, però, qualcosa è andato storto. Nonostante l’adesione alla campagna di importanti marchi, a partire da Snickers e Axe Body Spray, DOGE in questa occasione non è decollato e, anzi, il suo tentativo si è risolto in un mezzo disastro. Sul quale in molti si stanno interrogando in queste ore, proprio per le sue possibili implicazioni.

Stavolta è mancato il fattore Elon Musk

Secondo molti commentatori, a impedire l’ennesimo decollo è stata l’assenza di Elon Musk. Il fondatore e CEO di Tesla, infatti, nel corso degli ultimi mesi ha rappresentato un vero e proprio fattore nella crescita esponenziale di Dogecoin. Se pur nati alla stregua di uno scherzo, i suoi ripetuti tweet si sono rivelati determinanti per spingere un gran numero di investitori a puntare sul meme coin. Con il risultato di farlo schizzare letteralmente verso l’alto.
In questa occasione, Musk non si è invece scomodato, lasciando l’onore, o meglio l’onere di trainare DOGE ad altri. Non è stata evidentemente la stessa cosa, come si può facilmente valutare dando uno sguardo a quanto accaduto nel corso di queste ore. Anche se in molti sperano che il miliardario di origini sudafricane si decida a pubblicare un messaggio in appoggio all’iniziativa, il quale potrebbe in effetti rilanciarla verso l’obiettivo dichiarato.

Gli allarmi su Dogecoin si infittiscono

Se il Doge Day sembra al momento fallito, va sottolineata la crescita di una corrente di opinione nettamente contraria al meme coin. In cui si è andato ad inserire con grande forza il numero uno di Cardano, Charles Hoskinson. Il quale ha messo in guardia gli investitori al dettaglio, invitandoli ad uscire sino a quando sono in tempo, accontentandosi dei guadagni collezionati sino a questo momento.
Secondo il CEO di IOHK, infatti, Dogecoin non sarebbe altro che una bolla, l’ennesima in attesa di esplodere. Se ciò accadesse, però, il terreno non solo sarebbe cosparso dalle carcasse di un gran numero di piccoli trader, ma diventerebbe problematico da praticare per l’intero settore crittografico. Il quale verrebbe penalizzato oltremodo dai problemi creati da un progetto di cui in molti non ravvisano assolutamente l’utilità. A partire proprio dai suoi fondatori, i quali hanno da tempo abbandonato la nave non riuscendo a capacitarsi di come un token nato con intenti puramente satirici sia potuto diventare una sorta di Bitcoin dei poveri.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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