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Il futuro delle criptovalute? Sarà in Africa secondo Jack Dorsey

Sarà l’Africa a caratterizzare il futuro delle criptovalute. A sostenerlo è Jack Dorsey, CEO di Twitter e di Square, il quale ha fatto affermazioni in tal senso in un messaggio affidato a Twitter il 27 novembre e dopo aver viaggiato a lungo tra Nigeria e Ghana.
Dorsey è notoriamente un fautore degli asset digitali, tanto da assicurare la sua volontà di integrarli sia in Twitter che in Square. Inoltre ha speso la sua influenza per sostenere pubblicamente il Lightning Network come soluzione di pagamento, in quanto grazie ad esso gli utenti sarebbero in grado di inviare Bitcoin in maniera istantanea e con commissioni estremamente economiche.
Proprio per questo le sue parole sulla futura incidenza del continente nero sui destini delle monete virtuali deve essere preso con la dovuta attenzione. Anche alla luce della sua volontà di passare perlomeno dei mesi del prossimo anno in Africa.

A cosa è dovuto il pronostico di Dorsey?

Nel sostanziare il suo punto di vista lo stesso Dorsey ha ricordato come la Nigeria sia una delle nazioni ove è più alta la curiosità per BTC e Altcoin, come si può dedurre dal numero di ricerche effettuate nel Paese tramite Google.
Va anche sottolineato come entro il 2050 Lagos, la capitale del Paese, vanterà 32 milioni di persone. Un bacino di utenza praticamente sterminato, che potrebbe necessitare di metodi di pagamento alternativi per ovviare alla mancata inclusione finanziaria.

Due approcci molto diversi: Sierra Leone e Burundi

Nel cuore del continente africano c’è peraltro un Paese che sta avanzando con molta rapidità verso l’economia digitale. Si tratta della Sierra Leone, ove Julius Maada Bio, presidente eletto nel 2018, ha di recente espresso l’intenzione di sfruttare la blockchain per risolvere le tematiche legate alla digitalizzazione delle identità. In questo modo il governo locale spera di stimolare la formazione di un nucleo imprenditoriale in grado di aiutare lo sviluppo economico del Paese e aumentare il grado di inclusione finanziaria di un gran numero di cittadini attualmente esclusi dalla vita economica.
All’esatto opposto sembra invece collocarsi, almeno per ora, il Burundi. Il governo di Gitega, infatti, ha recentemente deciso di vietare tutte le negoziazioni riguardanti le criptovalute sul suo territorio, motivando tale decisione con la pratica impossibilità di offrire protezione agli utenti ove si venissero a verificare problemi. Una decisione dovuta alle lamentele elevate da alcuni cittadini rimasti vittime di frodi nei loro investimenti in asset digitali. La prima conseguenza di questo provvedimento è stato il bando a BTC e Altcoin su tutto il territorio nazionale. Resta naturalmente da capire se oltre alle divise virtuali sarà colpita anche la blockchain, il cui utilizzo sembra invece fondamentale per ovviare alla mancanza di sistema creditizio in grado di aiutare l’economia a crescere. In questa ottica anche le criptovalute dovrebbero avere un ruolo importante.

Il Ghana ha annunciato la sua CBDC

Infine va sottolineato l’annuncio proveniente dal Ghana, ove il governo locale ha affermato la sua intenzione di procedere con celerità sulla strada di una CBDC (acronimo di Central Bank Digital Currency), ovvero di una moneta digitale controllata dalla banca centrale. Un piano che sembra ricalcato su quello annunciato a sua volta dalla Cina e che potrebbe rivelarsi estremamente utile per aiutare l’economia locale a crescere.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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