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Il meme coin Floki Inu si propone come nuovo Doge Killer

Il nome è ispirato al cane di Elon Musk

Mentre Dogecoin e Shiba Inu stanno dando vita ad un duello estremamente interessante, il mercato delle criptovalute registra la crescita dell’ennesimo meme coin. Si tratta di Floki Inu, un nuovo progetto il cui nome richiama chiaramente quello del cane di Elon Musk.
Il token si sta facendo notare in particolare per una campagna pubblicitaria portata avanti in maniera estremamente aggressiva, facendo leva in particolare sulla metropolitana di Londra. Nella quale campeggiano i cartelloni recanti la scritta “Missed Doge? Get Floki”, destinati a suscitare la curiosità dei passeggeri più portati all’innovazione finanziaria, ma non solo. Tanto da essere stata oggetto anche di un articolo del Financial Times.

Floki - Il meme coin Floki Inu si propone come nuovo Doge Killer

La campagna di Floki Inu

La campagna pubblicitaria era del resto stata annunciata il mese passato sul blog aziendale. E a finanziarla dovrebbe essere una tassa a carico di coloro che acquistano Floki per la prima volta.
Tra i compiti che si prefigge il team di pubblicitari incaricati della campagna, c’è anche quello di dare una sorta di legittimità al progetto. Dovuto al fatto che, come ricordato da Sabre, l’alias con cui si presenta il responsabile marketing dell’azienda, il settore delle criptovalute è infestato ancora oggi da un gran numero di truffatori. Dai quali, con tutta evidenza, Floki Inu è intenzionato a prendere le dovute distanze.
Se attualmente le stazioni della metropolitana londinese sono l’epicentro della campagna, sono previste iniziative anche a Los Angeles, oltre che in Giappone, Russia e Cina. Per il gigante orientale, però, l’intenzione potrebbe essere vanificata dai recenti divieti emanati dal governo di Pechino sul trading di asset digitali.

Possibili guai coi regolatori britannici?

Le modalità che stanno distinguendo la campagna di Floki Inu, però, potrebbero ben presto prestare il fianco all’intervento degli enti regolatori del Regno Unito. I quali, oltre agli aspetti tecnici di un progetto, sono chiamati ad esprimere il loro giudizio sul fatto che le nuove criptovalute siano pubblicizzate alla stregua di titoli o meno.
Se la maggior parte degli annunci crittografici nel Regno Unito sono di competenza della Advertising Standards Authority, anche la Financial Conduct Authority reclama poteri giurisdizionali in tale ambito.
Un duello il quale è destinato a produrre un vuoto normativo preoccupante. In grado di favorire, secondo alcuni, la pubblicazione di annunci i quali non rispettano le norme sulla protezione degli investitori.

I memecoin all’arrembaggio

Quella dei memecoin è la tendenza del momento. Sono sempre di più i progetti che si prefiggono di ripercorrere le orme di Dogecoin e alcuni, in effetti, ci stanno riuscendo. Il richiamo è naturalmente a Shiba Inu, che negli ultimi mesi ha compiuto passi in avanti giganteschi, tanto da essere ormai entrato nella Top Ten della classifica redatta da CoinMarketCap, la quale tiene conto della capitalizzazione di mercato.
Una tendenza la quale, se da un lato è seguita con un certo divertimento da molti, dall’altro inizia e preoccupare non poco i settori più responsabili del mondo crittografico. In molti casi, infatti, questi token nascono su istanze puramente speculative, senza avere una loro reale utilità. E mettono in mostra livelli di volatilità incredibili, tali da poter preparare un vero e proprio tracollo finanziario per chi non sappia come muoversi in questa particolare nicchia, ma sia intenzionato a farlo sperando in mirabolanti guadagni. I quali, però, molto spesso sono esclusivo appannaggio delle cosiddette balene, ovvero coloro che detengono un gran numero di monete e possono in tal modo orientare i mercati a proprio esclusivo piacimento.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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