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Il numero degli ATM Bitcoin sfonda la soglia degli 8mila a livello globale

bitcoin atm - Il numero degli ATM Bitcoin sfonda la soglia degli 8mila a livello globale

Se nel mese di marzo il numero degli ATM Bitcoin esistenti a livello globale aveva varcato la soglia dei 7mila, ora sono più di 8mila i dispositivi di questo tipo dislocati in ogni angolo del globo. Il tasso di crescita fatto registrare in questo lasso di tempo è quindi intorno al 17%, un dato il quale dimostra ampiamente come le criptovalute, e BTC in particolare, siano sempre più utilizzate, anche se ancora non si può parlare di vera e propria adozione di massa.

I dati di CoinATMRadar

I dati riportati sono stati raccolti da CoinATMRadar e testimoniano in maniera esariente la notevole crescita del settore, del resto prevedibile in tempi in cui la valuta tradizionale è associata alla diffusione del Covid-19 e l’economia tende a digitalizzarsi sempre di più.
Il Paese che continua a dominare in tal senso sono gli Stati Uniti, ove gli ATM Bitcoin (che comunque permettono di cambiare altre cripto come Ether, Dash, Bitcoin Cash, Tether, Ripple, Monero e non solo) sono più di 6mila.

Austria, Svizzera e Regno Unito in controtendenza

In questo quadro di generale avanzata, i dati di CoinATMRadar mostrano alcuni Paesi in controtendenza. In Austria, Svizzera e Gran Bretagna, infatti, il numero degli ATM è diminuito in questo lasso di tempo.
Un dato che sembra difficile da valutare con esattezza, ma il quale potrebbe essere la conseguenza del fatto che le leggi che regolano la conversione presso gli ATM sono sempre più stringenti. In pratica ormai i dispositivi devono rispondere alle normative KYC (Know Your Client) e AML (Anti Money Laundering), ovvero quelle tese a contrastare il riciclaggio di denaro sporco.

Germania e Canada si avviano verso la stretta legislativa

Proprio per cercare di contrastare al massimo le eventuali operazioni legate alla necessità di lavare capitali sporchi, alcuni Paesi si stanno avviando verso una ulteriore stretta nei confronti degli ATM di criptovaluta.
A partire dal Canada, ove è attualmente posizionato circa il 10% dei dispositivi. In particolare è stata la municipalità di Vancouver ad iniziare una sorta di crociata contro il riciclaggio di capitali sporchi, proponendone la messa al bando.
Anche la Germania si sta avviando sulla strada di una regolamentazione sempre più rigida. In questo caso a dettare i tempi è la BaFIN, ovvero l’autorità preposta al controllo e alla regolamentazione delle attività finanziarie che hanno come teatro il suolo nazionale.

Potrebbe essere l’Unione Europea ad intervenire

Non è peraltro da escludere che proprio su impulso del governo tedesco non sia l’Unione Europea ad assumersi l’onere di dare vita ad una legislazione organica, tesa in particolare a stroncare ogni attività illecita portata avanti tramite l’impiego di criptovalute.
In tal senso va ricordato come sia stata la Guardia Civil spagnola, proprio di recente, ad affermare l’assoluta inadeguatezza della legislazione continentale sugli ATM. Secondo le autorità iberiche, infatti, le norme tese al contrasto del riciclaggio di denaro non si rivelerebbero all’altezza del compito nel caso di questi dispositivi, lasciando in tal modo una vera e propria porta aperta alle bande criminali. Che, dal canto loro ne stanno approfittando largamente, provocando un allarme sempre più diffuso nei vari governi.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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